SCHEDA ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO ASSOCIATO AL PROGRAMMA DI INTERVENTO “Inclusione Persone con disabilità in AFRICA – 2024”

 

TITOLO DEL PROGETTO: INCLUSIONE E SOLIDARIETÀ IN TANZANIA

 

 

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Il presente progetto si pone l’obiettivo di supportare l’inclusione scolastica, lavorativa e sociale delle persone con disabilità attraverso la promozione di percorsi di riabilitazione e di inserimento scolastico e lavorativo nelle Regioni di Mbeya e di Njombe, in Tanzania.

La legge del 2010 (Disability Act) ha lo scopo di “prendere disposizioni per l’assistenza sanitaria, il sostegno sociale, l’accessibilità, la riabilitazione, l’istruzione e la formazione professionale, la comunicazione, l’occupazione o la protezione del lavoro e la promozione dei diritti di base per le persone con disabilità e prevedere le questioni correlate”. Tuttavia, la disabilità e i diritti delle persone con disabilità non sono ancora ben compresi in Tanzania ed è ancora comune trovare atteggiamenti negativi, con bambini che vengono nascosti dalla comunità, non inseriti nelle scuole e percepiti come un peso.

 

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

 

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA:

 

MBEYA

Nella città di Mbeya le persone con disabilità hanno diverse possibilità di accedere ai servizi sanitari e riabilitativi, ma l’inclusione scolastica dei bambini e ragazzi con disabilita e i servizi di formazione professionale non sono ancora diffusi e necessitano di promozione importante. Inoltre, per coloro che hanno concluso le scuole primarie non sempre vi è la possibilità di proseguire con gli studi ed il diritto all’istruzione viene gradualmente perduto.

Per quanto riguarda il distretto di Kyela ad oggi vi è la presenza di circa 10.000 persone con disabilità che comprendono adulti e bambini. Purtroppo, i servizi sanitari del distretto sono ridotti e spesso le famiglie raggiungono i servizi troppo tardi per poter usufruire di un servizio che possa limitare i danni subiti (infezioni, ustioni, malnutrizione) o ridurli, cosa che sarebbe più semplice in presenza di un riconoscimento precoce del rischio. Questo fenomeno è dovuto alla mancata conoscenza e consapevolezza dei vari tipi di disabilità, alle relative cause e alla possibile prevenzione. Inoltre, i servizi offerti nella zona sono limitati e qualora si volesse ad esempio, effettuare una valutazione specialistica, o iniziare un ciclo di terapie, è necessario raggiungere la città di Mbeya, con conseguenti difficolta economiche ed organizzative.

 

NJOMBE

La sede di realizzazione del progetto Gondwana Inuka, si trova nel villaggio di Wanging’ombe, nella regione di Njombe. Qui l’attività economica prevalente è l’agricoltura e moltissime sono le famiglie che si sostentano proprio grazie al lavoro della terra, ma le tecniche tradizionali utilizzate procurano raccolti spesso troppo magri per soddisfare i bisogni dell’intero nucleo familiare e molte famiglie e molti giovani sono costretti ad abbandonare le campagne e andare a cercare fortuna nelle grandi città. Di fronte a questa situazione, manca un’azione di sostegno rivolta proprio alla piccola agricoltura, alla quale è legata la sopravvivenza delle tante famiglie che nei villaggi rurali vivono solo attraverso quel poco che riescono a ricavare dai campi. E a mandare avanti la famiglia, lavorando nei loro Shamba – i campi familiari – sono soprattutto le donne, nel doppio ruolo di madri e di lavoratrici dei campi. Queste donne non hanno a disposizione risorse economiche per migliorare la resa delle coltivazioni o per sostenere le altre piccole attività, come artigianato, produzione di piccoli manufatti, che assicurano una entrata ulteriore alle famiglie. Nel territorio sono pressoché assenti percorsi e programmi per promuovere il micro-sviluppo territoriale di Njombe, per la costituzione e l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali a conduzione familiare.

Relativamente ai giovani disabili, presso i territori in cui si trova la sede Gondwana Inuka, non ci sono spazi per la formazione dei ragazzi. Questi giovani dopo la scuola o anche durante, hanno bisogno di sperimentare le proprie abilità per essere poi inseriti adeguatamente nelle attività produttive svolte nella propria famiglia d’origine. Vi è inoltre una costante richiesta delle famiglie di accedere a servizi riabilitativi per i propri figli con disabilità che eccede l’offerta. L’ospedale di riabilitazione Inuka CBR (Community Based Rehabilitation), inaugurato nel 2011, e i relativi 5 centri diurni dislocati nella regione, sono le uniche strutture riabilitative della Regione di Njombe che offrono i propri servizi in un contesto che non garantisce purtroppo nessuna alternativa. Le attività svolte all’interno del centro sono volte a supportare bambini e adulti con disabilità e le loro famiglie attraverso la riabilitazione motoria e cognitiva, l’inclusione scolastica, il supporto psicologico e la formazione sulla disabilità.

 

CRITICITÀ RILEVATE:

  • Inclusione scolastica ed educativa

A causa dei problemi del sistema scolastico, come il sovraffollamento e il deterioramento della qualità dell’istruzione, il governo e le organizzazioni locali hanno dato la priorità alle scuole e alle unità speciali per favorire l’inclusione scolastica dei minori con disabilità. In Tanzania ci sono 29 scuole speciali e 239 unità annesse alle scuole tradizionali e si stima che circa il 3% della popolazione in età scolare abbia una disabilità. La maggior parte delle unità di educazione inclusiva o di disabilità speciale si trova nelle aree urbane o periurbane della Tanzania continentale, il che rende difficile per i bambini con disabilità delle aree rurali essere iscritti sia per lontananza che per i costi. Il censimento ha rilevato infatti che poco più della metà dei bambini con disabilità frequentava la scuola (51,5%).

Inoltre, a incidere negativamente sull’inclusione scolastica è la poca preparazione degli insegnanti, i quali non sono stati preparati adeguatamente, non sono a conoscenza delle informazioni basilari su come relazionarsi con i bambini con disabilità, né hanno strumenti e metodologie per favorire un’integrazione adeguata in classe, di conseguenza le famiglie rinunciano a questo diritto e i bambini disabili sono esclusi e ghettizzati.

  • Inclusione lavorativa

Anche una volta terminati gli studi, nonostante la legge vigente in Tanzania preveda l’assunzione obbligatoria di una quota di almeno il 3% di persone con disabilità presso ogni compagnia/azienda, questo purtroppo ancora non accade. Di conseguenza gli adulti con disabilità che riescono a far valere il loro diritto allo studio si trovano nuovamente discriminati dovendo lottare per far rispettare anche il loro diritto al lavoro, solitamente senza il supporto alcuno delle autorità o delle aziende, anche perché lo stigma rimane una barriera significativa.

Per quanto riguarda la possibilità di accedere a percorsi di formazione professionale, a livello nazionale solo 1.498 individui risultano iscritti, pari cioè allo 0,46% della popolazione in età scolastica 14-19 anni. Per quanto riguarda l’accesso alla formazione e al mercato del lavoro, le autorità locali svolgono un ruolo chiave nel collegare le persone con disabilità e i fornitori di formazione professionale, ma spesso mancano di risorse e capacità per indirizzare efficacemente i fruitori del servizio verso opportunità di formazione e di lavoro.

  • Riabilitazione e assistenza sanitaria

Se il governo della Tanzania ha mostrato impegno nel garantire l’accesso all’assistenza sanitaria per le persone con disabilità da un punto di vista legale, riconoscendo e includendo le loro esigenze specifiche nelle politiche e nei quadri legali, rimane una grande sfida garantire che i suoi programmi sanitari siano più inclusivi.

A peggiorare il problema, è la scarsa distribuzione di servizi sanitari e riabilitativi: si evidenzia un quadro gravemente carente nell’intero Paese sia per quantità che per tipologia di servizi riabilitativi, i quali non sono in generale né standardizzati né strutturati, mostrando grandi limiti in termini di professionalità e accessibilità.

 

ENTI DI ACCOGLIENZA:

HAKUNA MATATA

Hakuna Matata è un ente di beneficenza registrato in Inghilterra e Galles (1135589) con sede legale e operativa in 1 St James’s Market, Londra, SW1Y 4AH Regno Unito. L’ente opera principalmente nella Repubblica Unita di Tanzania in collaborazione con i suoi partner, le diocesi di Njombe e Mbeya. I settori di intervento dell’organizzazione sono: Orfani e Bambini vulnerabili, Impatto verde, Socio-agroalimentare, Salute e Riabilitazione, Disabilità.

 

Progetti attualmente realizzati:

  • Orfani e bambini vulnerabili. Hakuna Matata sostiene la parrocchia di Ilembula con i costi di gestione di 68 scuole materne, con oltre 2200 bambini nei villaggi e 135 insegnanti locali. I fondi di Hakuna Matata sostengono anche i costi di gestione dell’orfanotrofio di Tumaini, nel villaggio di Ilunda;
  • Avviamento della produzione di vaniglia. Questo progetto ha l’obiettivo di creare un’attività socio-agroalimentare sostenibile e redditizia, producendo vaniglia da distribuire in Italia e altrove. L’obiettivo è quello di intervenire su tutti gli aspetti della filiera della vaniglia per ridurre la distanza tra i produttori e il mercato finale, garantendo un prodotto tracciabile e di alta qualità all’acquirente e maggiori profitti ai coltivatori;
  • Programma di forestazione di CO2. È in corso un’attività di riforestazione nelle regioni di Njombe e Mbeya, con l’obiettivo di piantare almeno 1 milione di alberi entro il 2032. Il programma è realizzato in collaborazione con l’Ufficio di Sviluppo di Njombe e l’Organizzazione di Sviluppo Shalom. Un altro partner dell’iniziativa è la società Treedom, che opera con la missione di apportare benefici sociali e ambientali attraverso la promozione di progetti agroforestali;
  • Inuka Upgrading Project. Inuka CBR sostiene oltre 2800 bambini disabili fornendo cure sanitarie, riabilitative e nutrizionali. I fondi di Hakuna Matata contribuiscono a potenziare l’attività e a sostenere l’organizzazione nel diventare un fornitore di servizi di riabilitazione riconosciuto e specializzato.

DIOCESI DI NJOMBE

La Diocesi di Njombe, suddivisa in 31 parrocchie, conta una popolazione di 660.000 abitanti di cui il 39,2% battezzati. Attualmente guidata dal vescovo Alfred Leonhard Maluma ed è da anni impegnata nella lotta a favore delle fasce più deboli della popolazione più deboli attraverso iniziative e progetti specifici. La Diocesi di Njombe può contare su un notevole numero di persone che svolgono un’attività di volontariato in ambito sociale di circa 260 persone.

 

OSPEDALE DI RIABILITAZIONE INUKA CBR

INUKA Southern Highlands CBR è un centro di riabilitazione, divenuto nel 2019 “Ospedale di riabilitazione” con l’obiettivo di fornire servizi di alta qualità alle persone con disabilità e ad altri pazienti con bisogni di riabilitazione, coinvolgendo le loro famiglie e le comunità in cui si stanno inserendo, secondo la metodologia della riabilitazione su base comunitaria. La sede è presso il villaggio di Wanging’ombe nella regione di Njombe in Tanzania. Nel compound sono presenti, oltre alla palestra di riabilitazione: un ufficio di coordinamento; gli alloggi dei referenti; un ostello, per ospitare i pazienti e i loro familiari; un laboratorio di ausili ortopedici; e un oleificio di olio di girasole di alta qualità e un laboratorio di artigianato i quali proventi sostengono il centro di riabilitazione. Inuka dal 2011 si è fatta carico di oltre 2000 persone con disabilità assicurando riabilitazione e ausili, e formazione alle famiglie.

 

SHALOM, DEVELOPMENT ORGANIZATION /CARITAS DI MBEYA NGO TANZANIA

SHALOM Development Organization, è una ONG tanzaniana che opera in tutto il Paese ed è un’organizzazione “sorella” della Caritas Mbeya.

In coerenza con la normativa in vigore nel Paese la Caritas Mbeya è un organismo ecclesiale del Dipartimento di sviluppo dell’Arcidiocesi di Mbeya mentre SHALOM è stata registrata come ONG per promuovere iniziative esterne di sviluppo della Comunità. La Vision di SHALOM è quella di operare perché le Comunità abbiano risposte adeguate ai problemi della salute, abbiano accesso facilitato alle informazioni, siano rispettose dell’ambiente ed indipendenti a livello economico.

 

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Supportare l’inclusione scolastica, lavorativa e sociale delle persone con disabilità attraverso la promozione di percorsi di riabilitazione e di inserimento scolastico e lavorativo, nelle Regioni di Mbeya e di Njombe, in Tanzania.

Le azioni progettuali sono volte a:

  • Supportare l’inclusione scolastica ed educativa dei minori con disabilità dei dipartimenti di Mbeya e Kyela e della zona rurale di Wanging’ombe, nel distretto di Njombe
  • Promuovere l’inclusione professionale e lavorativa di giovani e adulti con disabilità dei dipartimenti di Mbeya e Kyela e della zona rurale di Wanging’ombe, nel distretto di Njombe
  • Incrementare l’accesso e la qualità dei servizi di riabilitazione forniti sul territorio d’intervento in un’ottica di CBR

 

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

AZIONE 1: SUPPORTO EDUCATIVO E ALL’INCLUSIONE SCOLASTICA DEI MINORI CON DISABILITÀ

ATTIVITÁ

  • Partecipazione alle riunioni di equipe e supporto nella programmazione degli interventi;
  • Supporto alle attività di inserimento e monitoraggio dei bambini disabili nelle scuole
  • Realizzazioni incontri di sensibilizzazione nelle scuole
  • Realizzazione di attività socio-educative specifiche per i bambini e i ragazzi con disabilità
  • Supporto nella realizzazione di materiale informativo/educativo

AZIONE 2: PROMOZIONE DELL’INCLUSIONE LAVORATIVA DELLE PERSONE CON DISABILITÀ

ATTIVITÁ

  • Collaborazione nella gestione dei gruppi di lavoro di artigianato (batik, cesti etc.)
  • Collaborazione durante le attività produttive con particolare riguardo ai giovani disabili inseriti
  • Supporto agli operatori/ operatrici locali per organizzare gli spazi e i materiali
  • Collaborazione con i gruppi di lavoro per la conservazione dei materiali
  • Supporto a strutture per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità

AZIONE 3: SOSTEGNO E ASSISTENZA MINORI E ADULTI CON DISABILITÀ

ATTIVITÁ

  • Assistenza di minori con disabilità presso i centri di riabilitazione su base comunitaria
  • Affiancamento all’equipe durante gli interventi riabilitativi
  • Partecipazione alle riunioni di equipe
  • Implementazione di interventi riabilitativi: elaborazione dei piani riabilitativi individuali
  • Attività di outreach e riabilitazione domiciliare
  • Affiancamento e supporto alla programmazione delle visite domiciliari
  • Realizzazione di corsi di formazione specialistica per l’assistenza alle persone con disabilità
  • Supporto nell’organizzazione e realizzazione dei corsi di formazione

 

SEDI DI SVOLGIMENTO:

Sede di attuazione del progetto di appoggio in Italia

SEDE DI ATTUAZIONE DEL PROGETTO IN ITALIA

INDIRIZZO SEDE

CODICE SEDE

N. OP. VOLONTARI

Gondwana Associazione di Cooperazione e Diplomazia Popolare

Via Appia Nuova 985, 00178 Roma

193910

8

 

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede

Indirizzo

Paese

Codice Sede

N. Volontari

Gondwana Mbeya

Hospital Hill snc

Tanzania

153341

4

Gondwana Inuka

MBEYA ROAD – WANGING’OMBE SNC

153137

4

 

POSTI DISPONIBILI, VITTO E ALLOGGIO E RELATIVE MODALITA’:

I volontari saranno ospitati in un strutture gestite e organizzate dal partner locale in forma di comunità di convivenza, arredata nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicino alle strutture in cui i volontari presteranno il servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

 

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Sono previsti almeno 11 mesi di permanenza all’estero, suddivisi in due periodi di permanenza dei volontari, intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto e per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto per un periodo (tra i 10 e 15 giorni); nei restanti mesi è prevista la continuazione delle attività all’estero.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite telefono mobile, e-mail, Skype, WhatsApp, Zoom  e simili.

 

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche alle specifiche e saltuarie attività progettuali, e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi, fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

Agli operatori volontari vengono richiesti:

  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali;
  • Stile di vita essenziale;
  • Flessibilità negli orari di servizio, con esclusione degli orari notturni;
  • Disponibilità, se necessario, di prestare il proprio servizio durante il fine settimana e/o in giorni festivi, garantendo comunque i riposi settimanali previsti;
  • Disposizione alla vita di comunità (co-gestione dello spazio abitativo, preparazione dei pasti, pulizia degli ambienti personali);
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica in modalità residenziale o da remoto secondo le modalità previste dal progetto e dalle Disposizioni vigenti
  • Disponibilità a frequentare un corso di lingua e cultura swahili.
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Per la persona che proviene da Paesi Europei le condizioni di disagio sono legate sostanzialmente a quelle di una “normale” permanenza in un paese africano: i piccoli accorgimenti trasmessi da chi ha esperienza pluriennale di vita in Africa (solo acqua filtrata ad es.) sono sufficienti a eliminare rischi seri di malattie e/o di inconvenienti. La malaria non viene segnalata nell’altipiano in cui si trovano le Regioni di Mbeya e di Njombe; al contrario vanno prese le precauzioni del caso quando si dovessero programmare spostamenti all’interno del Paese (ad esempio visite nella zona della costa o sulle Isole).

 

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI:

No.

 

DESCRIZIONE DEI CRITERI DI SELEZIONE:

I criteri di selezione sono pubblicati sul sito del CESC Project al link https://www.cescproject.org/main/2020/12/15/criteri-di-selezione/

 

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze degli operatori volontari verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI. L’attestato varrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del servizio civile universale o che ne abbiano svolto almeno il 75% e spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui/lei imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

 

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

 

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD così come previsto dalle Linee guida per la formazione generale e specifica delle operatrici volontarie e degli operatori volontari in Servizio Civile Universale e per la formazione delle formatrici e dei formatori del 31 gennaio 2023.

Resta altresì inteso che gli enti sono organizzati per svolgerla anche secondo quanto previsto dalla Circolare del 31 gennaio 2023 recante “Disposizioni per la redazione e la presentazione dei programmi di intervento di servizio civile universale – Criteri e modalità di valutazione” e cioè con il criterio che “la percentuale della formazione erogata on line in modalità sincrona e in modalità asincrona non potrà superare complessivamente il 50% del totale delle ore previste, tenendo presente che la modalità asincrona non può mai superare il 30% del totale delle ore previste”.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

  1. per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;
  2. per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;
  3. per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Per favorire la realizzazione delle ore di FAD in asincrona, e per facilitare l’attuazione delle disposizioni sperimentali e transitorie di cui sopra, il CESC Project ha implementato la propria piattaforma di e-learning in moodle www.cescproject.org/elearning e l’ha resa accessibile ai formatori specifici dei suoi enti di accoglienza.

 

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo:

I moduli della formazione specifica, verranno erogati alle/agli operatrici/operatori volontarie/i, in doppia tranche con il 70% delle ore entro 90 giorni dall’avvio del servizio ed il restante 30% delle ore entro il terzultimo mese.

 

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI

Modulo

Contenuti formativi

Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h)

 

–   Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio

–  Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.

–   L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione

Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU

Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h)

–     Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.

–     Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.

–     Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto

–     L’apporto degli operatori volontari nella relazione con le persone con disabilità e in stato di fragilità (minori, disabili, donne)

–     L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto nei centri diurni, di riabilitazione, nelle scuole, presso le comunità e sul campo

–     Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.

–   Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari

Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h)

-Gli interventi a favore di minori anche con disabilità, e persone in stato di vulnerabilità 

-Le strutture e i servizi rivolti a minori, adolescenti e adulti anche con disabilità

-Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità in relazione a percorsi di accoglienza e presa in carico dei destinatari, percorsi di inclusione sociale, scolastica e lavorativa; percorsi di socializzazione

-La creazione e gestione di percorsi di inserimento scolastico, professionale e lavorativo

Strumenti e metodi di intervento per l’integrazione, l’inclusione sociale, la mediazione sociale

-Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari

-La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza

-Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.

-Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari

Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con persone con disabilità (20h)

–  Tecniche e metodologia del lavoro con minori, adolescenti e adulti anche in stato di fragilità

–  Personalizzazione del percorso di accoglienza

–  Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali

–  metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi

–  strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della persona

–  Fondamenti di relazione d’aiuto, riabilitazione e supporto psicologico a famiglie con minori disabili a carico; mediazione sociale; sviluppo rurale e agricoltura sociale

–  Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento

–  Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.

Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari

Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona

–   La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi

–   I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto

–   I rischi specifici connessi ai luoghi di lavoro in cui è svolta l’attività, secondo il Documento di valutazione dei rischi dell’organizzazione

–   La sicurezza come processo di miglioramento continuo

–   Vincoli normativi come opportunità e non come freno per il processo lavorativo

–   I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)

–   Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali

–   Percezione del rischio e propensione al rischio

–   Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio

–  La gestione delle emergenze e delle criticità

 

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO

 

TITOLO: Inclusione Persone con disabilità in AFRICA – 2024

 

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

  • OBIETTIVO 4: Istruzione di qualità
  • OBIETTIVO 10: Ridurre le disuguaglianze

 

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese. 

 

PER INFORMAZIONI 

E-mail: estero@cescproject.org 

Sportello telefonico Infobando: 

Dal Lunedì al Venerdì: 9.30 – 13.00

14.00 – 17.00

Tel: +39 3516881486

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