SCHEDA ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO ASSOCIATO AL PROGRAMMA DI INTERVENTO “2023 Cooperazione e sviluppo rurale in Ecuador e Bolivia

 

TITOLO DEL PROGETTO: COOPERAZIONE E SOLIDARIETÀ IN ECUADOR E BOLIVIA

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Il progetto intende incentivare l’acquisizione di buone pratiche di agricoltura, gestione delle risorse e consumo, che siano sostenibili ed inclusive, attraverso un’azione di supporto alle attività di programmazione, gestione e formazione di gruppi di piccoli produttori e contadini indigeni dell’Ecuador e della Bolivia. Il progetto supporterà interventi di formazione e cooperazione nei due Paesi, tramite un supporto diretto agli uffici centrali dei partner locali di progetto, negli ambiti di:

  • formazione su tecniche e pratiche sostenibili di produzione e consumo;
  • appoggio organizzativo e gestionale per gruppi di piccoli produttori agricoli e associazioni di contadini;
  • promozione di un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA 

                                                                                     ECUADOR

L’Ecuador è un paese produttore di beni primari ed estrattore, ma soffre di grandi disparità economiche e di povertà. La proposta della sovranità alimentare ha trovato una traduzione istituzionale nelle Carta costituzionale dell’Ecuador che ha voluto promuovere un approccio alternativo alle politiche neoliberiste affermando nuovi principi di organizzazione sociale. In Ecuador anche grazie all’azione di quattro gruppi federati a Via Campesina la sovranità alimentare è divenuta una priorità politica che ha generato la Mesa Agraria, uno spazio di concertazione entro la quale la questione agraria è stata ripensata: la battaglia non è più quella per l’inclusione dei contadini nel modello agrario globale attraverso la modernizzazione e l’aumento della produttività ma aspira piuttosto ad una transizione agroalimentare.

Le riflessioni maturate entro la Mesa Agraria hanno trovato spazio all’interno della Costituzione Ecuadoriana che è una delle più innovative a livello mondiale; al suo interno la sovranità alimentare diviene uno dei diritti del buen vivir ed un obbligo dello Stato, un caposaldo strategico per lo sviluppo, uno strumento per la messa in discussione della matrice produttiva grazie alla quale la natura, la cosmologia dei popoli indigeni trovano il loro spazio nel diritto al cibo. Il concetto di sovranità alimentare è quindi fortemente sentito in Ecuador però, se le azioni dei movimenti contadini hanno permesso la costituzionalizzazione del concetto, la sua realizzazione pratica si scontra con gli interessi dei gruppi economici agroindustriali ed è divenuto terreno di disputa per l’intera società.

                                                                                 BOLIVIA

A causa delle condizioni climatiche sempre più estreme determinate dal cambiamento climatico, nonché per la continua spinta verso un modello economico esportatore/estrattivo di materie prime, la Bolivia rischia di accelerare ulteriormente la perdita delle sue capacità di resilienza rispetto ai cambiamenti climatici e ai disastri ambientali (incendi forestali, inondazioni, siccità ecc.), causando un deterioramento sempre maggiore in termini di biodiversità, beni produttivi (terra, acqua, suolo, sementi) e dei diritti territoriali delle comunità indigene contadine.

Negli ultimi anni, la riduzione della domanda delle materie prime nel mercato internazionale, principalmente asiatico, ha incrementato notevolmente la pressione su risorse naturali e territori indigeni nel Paese. La risposta del governo è stata quella di irrigidire le politiche conservatrici mantenendo un modello esportatore che si alimenta attraverso l’espansione delle attività estrattive (mineraria, idrocarburi e monoculture), la costruzione di infrastrutture e grandi progetti per la produzione energetica, invadendo territori indigeni, parchi e riserve naturali. Fino all’anno 2016, la perdita forestale in favore dell’espansione agricola nel paese ha raggiunto un totale di 6.801.302 ettari (CIPCA); l’obiettivo fino al 2025 è di incrementare di un altro 60% le aree soggette al disboscamento fino a raggiungere i 9 milioni di ettari.

Bisogni rilevati e aspetti da innovare:

I principali bisogni delle popolazioni che vivono queste zone riguardano la mancanza dei servizi di base, una formazione scolastica inadeguata, un difficile accesso alle risorse finanziarie, fonti di lavoro e mezzi di produzione insufficienti e poca incidenza a livello politico. 

Le innovazioni del progetto sono:

  • Il miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie di contadini in difficoltà, con una particolare attenzione alle minoranze etniche (indigeni e afro-ecuadoriani), alle donne e ai giovani che vivono nelle comunità rurali e nelle periferie attraverso il rafforzamento delle attività produttive delle famiglie di contadini, supportando le loro attività in ciascuna fase della catena di valore: dalla produzione, alla trasformazione e commercializzazione, la progettazione;
  • Facilitare l’accesso ai programmi di formazione;
  • Contribuire con attività di sensibilizzazione a promuovere modelli di agricoltura sostenibili.

ENTI DI ACCOGLIENZA:

FEPP (Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio)

È una delle maggiori ONG ecuadoriane. Nata nel 1970, é una fondazione civica con finalità sociali, senza scopo di lucro. É nata dall’ispirazione suscitata dall’Enciclica PopulorumProgressio, con spirito ecumenico, che aveva l’obiettivo di creare un “fondo comune” per assistere i poveri e per promuovere uno “sviluppo solidale dell’umanità”. Il FEPP è stato riconosciuto dalle Istituzioni, iniziando dal ministero degli Interni dell’Ecuador, come ente di pubblica utilità, lavorando a fianco di uomini e donne contadini, indigeni, afro-ecuadoriani, montubios, meticci, popolazione urbana marginale e poveri. Supporta gli sforzi di questi gruppi sociali per il miglioramento organizzativo ed educativo, l’accesso alle risorse finanziarie, nella possibilità di impiego e nell’utilizzo dei mezzi per la produzione, la trasformazione, la commercializzazione, la salvaguardia ambientale, l’uguaglianza di genere, la partecipazione alla vita politica, il benessere e contribuendo così a condizioni di vita più umane. Nel corso della sua storia ha raggiunto circa 140.000 famiglie e più di 550.000 persone.

IPDRS (Istituto Para el Desarollo Rural de Suramerica)

Nato nel 2009 per promuovere sinergie ed azioni di sviluppo rurale su base contadina indigena nella regione sudamericana con la mission di contribuire a migliorare le condizioni teoriche, politiche e tecniche per lo sviluppo rurale in Sudamerica. Realizza progetti, consulenze, analisi e servizi di capacity building nelle aree rurali sudamericane attraverso tre linee di intervento: ricerca, comunicazione e apprendimento multidisciplinare (interaprendizaje). Suo obiettivo strategico è di formare un numero crescente di dirigenti contadini, indigeni, afro-discendenti, attivisti e professionisti, in grado di generare nuove correnti di pensiero e azione sullo sviluppo rurale di base contadina indigena, adeguate al cambio di contesto locale, regionale e globale. A tal fine, facilita contatti, interscambi di informazioni e spazi fisici e virtuali di dialogo sullo sviluppo rurale in Sudamerica, principalmente attraverso portali web e differenti reti; mette in pratica un modello organizzativo sostenuto da una struttura limitata di base fisica e da ampli anelli concentrici di base virtuale; include la prospettiva regionale sudamericana come valore aggregato permanente ai lavori di analisi e agli studi applicati rispetto a diverse aree di sviluppo rurale; focalizza permanentemente il suo lavoro nella popolazione contadina dedita alla piccola produzione agropecuaria come soggetto economico e sociale privilegiato nelle politiche di sicurezza alimentare della regione.

FUNDER, Escuela de Formación

Approvata dal Ministero dell’Educazione nel 2003 come centro occupazionale, nel 2009 viene riconosciuta come Fondazione Educativa. Promuove la formazione di oltre 3.000 giovani all’anno. Il 60% dei partecipanti ottiene un lavoro retribuito presso imprese familiari o comunitarie.

Le sue linee d’azione sono:

  1. Agricoltura e allevamento.
  2.  Agroalimentare.
  3.  Artigianato.
  4.  Edilizia.
  5. Amministrazione aziendale.
  6. Creazione di piccole attività imprenditoriali.

Si è specializzata in corsi a distanza sullo sviluppo locale e l’economia popolare e solidale. Vuole promuovere una scuola e un istituto a distanza per gli emigranti ecuadoriani. Ha uffici aperti in Spagna, Italia e Belgio.

 CAMARI Comercializadora solidaria

Organizzazione che cura la commercializzazione e l’esportazione dei prodotti per conto del Grupo Social FEPP. Nata all’inizio degli anni ’80, Camari ha aperto negozi (tiendas) in varie città dell’Ecuador e nel 1991 ha costituito un sistema centralizzato di gestione dei punti vendita e di sostegno ad altre tiendas non socie. La vendita nei canali del commercio equo e solidale è iniziata nel 1986 con l’artigianato e si è poi estesa agli alimentari nel 1996. Camari sostiene i produttori in tutte le loro attività offrendo un collegamento diretto al mercato senza intermediari. Permette l’accesso al mercato internazionale e promuove pratiche etiche e sostenibili nella produzione e nella vendita. Fa parte della rete di altromercato, impresa sociale e principale realtà di Commercio Equo e Solidale in Italia.

CIPCA (Centro de Investigación y Promoción del Campesinado)

Nasce come un’organizzazione dipendente dalla Compagnia di Gesù e dal 1987 in poi, entra in un processo di istituzionalizzazione, come un’organizzazione più stabile, con relazioni più formali e con l’impegno politico di assicurare che la popolazione contadina e indigena della Bolivia occupi il posto che le spetta nella struttura economica e politica del paese. Nel 1994 è diventata un’organizzazione autonoma senza scopo di lucro. I temi del lavoro del CIPCA sono lo sviluppo rurale: economia contadina indigena, organizzazione e leadership; terra, territorio e risorse naturali; diritti dei popoli indigeni, genere, interculturalità, partecipazione sociale e politica. Negli ultimi anni, il CIPCA ha lavorato intensamente con le organizzazioni contadine indigene per aiutarle a diventare attori rilevanti nel processo di cambiamento legale e sociale del paese. Ha anche sviluppato capacità di difesa delle politiche pubbliche a favore della popolazione contadina indigena. Il CIPCA ha attualmente un ufficio di direzione generale a La Paz, e sei uffici regionali: CIPCA Altiplano, CIPCA Cochabamba, CIPCA Cordillera, CIPCA Santa Cruz, CIPCA Beni e CIPCA Norte Amazónico.

 

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

 

Promuovere il benessere economico, sociale ed ambientale di gruppi di contadini e piccoli produttori in Ecuador e Bolivia.

Supportare un’azione diretta a favore dei contadini e delle minoranze etniche delle province coinvolte, in particolare attraverso il conseguimento di tre obiettivi specifici:

  • Supportare la produzione agricola e implementare tecniche e pratiche sostenibili di produzione e consumo
  • Supportare i gruppi di piccoli produttori agricoli e le associazioni di contadini
  • Promuoverei temi dello sviluppo rurale sostenibile, del rispetto dell’ambiente, accesso alla terra, ecc.

 

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

AZIONE 1 Supporto alla produzione agricola e implementazione di tecniche e pratiche sostenibili di produzione e consumo

ATTIVITA’

  • Supportare i tecnici nelle attività di implementazione dei progetti in corso (workshop, riunioni, eventi, raccolta di dati).
  • Partecipazione a incontri comunitari, interviste, studi, report e analisi dei dati raccolti
  • Accompagnare i beneficiari nelle attività di raccolta, immagazzinamento, conservazione e commercializzazione dei prodotti.
  • Supportare nell’elaborazione e nella somministrazione di cosi formativi su pratiche di gestione produzione sostenibile, anche attraverso il ricorso a strumenti di formazione online
  • Supportare nelle fasi di identificazione e formulazione di nuove proposte progettuali (ricerca di bandi, stesura dei progetti, raccolta di dati).

AZIONE 2 Appoggio organizzativo e gestionale per gruppi di piccoli produttori agricoli e associazioni di contadini

ATTIVITA’

  • Accompagnare i tecnici del nelle attività di supporto alle organizzazioni di contadini (modelli di gestione, analisi dei dati ecc.).
  • Supportare nella raccolta di contenuti, dati, elementi culturali, dettagli sui prodotti da diffondere o da commercializzare.
  • Supportare nella realizzazione e gestione di siti web e social network (Facebook, Instagram, Twitter).
  • Supportare nell’elaborazione di volantini, brochure, loghi, etichette.
  • Supportare nella realizzazione e organizzazione di riunioni, manifestazioni ed eventi.

AZIONE 3 Promozione e formazione sui temi dello sviluppo rurale sostenibile, del rispetto dell’ambiente, accesso alla terra, ecc.

ATTIVITA’

  • Analisi e raccolta dati e supporto nella divulgazione dei risultati
  • Supportare nella realizzazione e nella gestione di corsi formativi, anche online
  • Preparazione e raccolta materiali informativi e divulgativi; supporto nella realizzazione di pubblicazioni, studi di caso, e nella creazione di database
  • Supportare nella preparazione e gestione di eventi di sensibilizzazione su tematiche ambientali, sociali, diritti, ecc.

SEDI DI SVOLGIMENTO:

 Sede di attuazione del progetto di appoggio in Italia

SEDE DI ATTUAZIONE DEL PROGETTO IN ITALIA

INDIRIZZO SEDE

CODICE SEDE

N. OP. VOLONTARI

Gondwana Associazione di Cooperazione e Diplomazia Popolare

Via Appia Nuova 985, 00178 Roma

193910

6

Sedi di attuazione del progetto all’estero

SEDE DI ATTUAZIONE DEL PROGETTO ALL’ESTERO

INDIRIZZO SEDE

PAESE

CODICE SEDE

N. OP. VOLONTARI

Gondwana Ibarra FEPP

Calle Oviedo 11 – IBARRA

ECUADOR

153346

2

Gondwana Quito FEPP

Calle Mallorca 24-275- QUITO

ECUADOR

193921

2

Gondwana La Paz

Av. 20 de Octubre – LA PAZ

BOLIVIA

193911

 2


POSTI DISPONIBILI, VITTO E ALLOGGIO E RELATIVE MODALITA’:

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

 Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nelle sedi del progetto, intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, Skype, WhatsApp, telefonia fissa e mobile. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet. Lo sviluppo capillare della telefonia mobile, garantisce ormai una copertura pressoché totale anche in zone lontane dai centri abitati e la possibilità di accedere agevolmente anche alla linea internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi di servizio

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a: 

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio; 

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie,…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo); 

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio 

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto. Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche alle specifiche e saltuarie attività progettuali, e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto. Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute. Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi, fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio. Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

Nel rispetto della normativa di riferimento, per una organizzazione ottimale del servizio, agli operatori volontari sono richieste le seguenti condizioni e disponibilità:

  • Disponibilità ad un periodo di 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Stile di vita essenziale
  • Rispetto degli spazi messi a disposizione e richiesta di autorizzazione per eventuale uso di persone terze non appartenenti al progetto
  • Flessibilità negli orari di servizio e disponibilità, se necessario, a prestare il proprio servizio durante il fine settimana e/o giorni festivi, garantendo comunque i riposi settimanali previsti;
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua spagnola qualora non la si conosca a fondo 
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto 
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese e rispetto delle indicazioni impartite dai responsabili dei partner locali e dell’ente di attuazione, soprattutto in materia di prevenzione dei rischi
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica in modalità residenziale o remoto secondo le modalità previste dal progetto e dalle Disposizioni vigenti
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

È buona prassi che i volontari seguano, in particolare nel tempo libero, comportamenti consigliati durante il percorso formativo (evitare di rientrare tardi la sera se si è da soli, esentarsi assolutamente dall’uso di droghe o alcool, non indossare abbigliamento di marca o portare oggetti preziosi, avere un comportamento sobrio nei rapporti interpersonali…).

Una situazione di disagio potrebbe essere relazionata all’altitudine del luogo in cui si vivrà, in quanto le tre sedi di progetto di trovano oltre i 2000 m.s.l.m. (La Paz raggiunge una media di 3.840 m.s.l.m.). A questa altitudine si potrebbero riscontrare alcune difficoltà di adattamento fisico e di affaticamento derivante dalla minore presenza di ossigeno nell’aria. In questo senso si chiede di fare attenzione se si avessero problemi di tipo digestivo e soprattutto di circolazione sanguigna

Per quanto riguarda il servizio che dovranno svolgere gli operatori volontari e il loro luogo di residenza, non sono state riscontrate particolari situazioni di disagio. Per promuovere e favorire un’esperienza di vita comunitaria, è possibile che condividano la casa con dei referenti locali o equipe del progetto e che vengano alloggiati in stanze multiple; il vitto viene preparato collettivamente o nelle case dove i volontari sono alloggiati, tuttavia è possibile seguire diete o alimentazioni particolari in quanto nelle città sedi di progetto è commercializzato qualsiasi tipo di prodotto alimentare o di altro genere. Per la gestione delle spese comuni vige il principio del rispetto dei parsimoniosi standard di vita locali e del rifiuto del consumismo e dello spreco. Proprio in questa ottica ai volontari verranno proposte attività di manutenzione, riciclo e ristrutturazione dei beni comuni. Il collegamento internet è presente in tutte le sedi ma non sempre garantisce una navigazione particolarmente veloce.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI:

No.

DESCRIZIONE DEI CRITERI DI SELEZIONE:

I criteri di selezione sono pubblicati sul sito del CESC Project al link https://www.cescproject.org/main/2020/12/15/criteri-di-selezione/

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze degli operatori volontari verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI. L’attestato varrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del servizio civile universale o che ne abbiano svolto almeno il 75% e spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui/lei imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD così come previsto dalle Linee guida per la formazione generale e specifica delle operatrici volontarie e degli operatori volontari in Servizio Civile Universale e per la formazione delle formatrici e dei formatori del 31 gennaio 2023.  

Resta altresì inteso che gli enti sono organizzati per svolgerla anche secondo quanto previsto dalla Circolare del 31 gennaio 2023 recante “Disposizioni per la redazione e la presentazione dei programmi di intervento di servizio civile universale – Criteri e modalità di valutazione” e cioè con il criterio che “la percentuale della formazione erogata on line in modalità sincrona e in modalità asincrona non potrà superare complessivamente il 50% del totale delle ore previste, tenendo presente che la modalità asincrona non può mai superare il 30% del totale delle ore previste”.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

  1. per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;
  2. per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;
  3. per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

I moduli della formazione specifica, verranno erogati alle/agli operatrici/operatori volontarie/i, in doppia tranche con il 70% delle ore entro 90 giorni dall’avvio del servizio ed il restante 30% delle ore entro il terzultimo mese.

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI

Modulo

Contenuti formativi

Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h)

–       Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio

–       L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione

–       Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU

Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h)

–       Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità d’intervento.

–       Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.

–       Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto

–       L’apporto degli operatori volontari nella relazione con realtà di altra cultura, contadini e popolazioni indigene

–       L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici, negli incontri con i beneficiari e sul campo

–       Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.

–       Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari

Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h)

–       Gli interventi a favore dei contadini/e e indigeni/e

–       Le strutture e i servizi rivolti ai produttori rurali e indigeni/e

–       Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità per la progettazione, la formazione, la commercializzazione, la protezione dell’ambiente in ambiente rurale in Ecuador e Bolivia

–       La creazione e gestione di percorsi di progettazione, miglioramento produttivo, commercializzazione, accesso alla terra e al cibo

–       Strumenti e metodi di intervento per lo sviluppo rurale, la progettazione, la formazione, la commercializzazione

–       Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari

–       La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza

–       Conflitti per l’accesso alle risorse in Ecuador e Bolivia

–       Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.

–       Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari

Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento nello sviluppo rurale e la protezione dell’ambiente (20h)

–       Tecniche e metodologia del lavoro con contadini/e e popolazione indigena per lo sviluppo rurale

–       Personalizzazione del percorso di accoglienza

–       Caratteristiche degli interventi di gruppo e laboratoriali

–       Metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi

–       Strumenti di valutazione per misurare l’efficacia dei progetti

–       Fondamenti di psicologia per il rafforzamento comunitario

–       Il lavoro di équipe e in team in relazione con la popolazione rurale e indigena

–       Tecniche per la gestione dei conflitti per le risorse in area rurale

–       Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.

–       Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari

Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona

–       La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi

–       I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto

–       I rischi specifici connessi ai luoghi di lavoro in cui è svolta l’attività, secondo il Documento di valutazione dei rischi dell’organizzazione

–       La sicurezza come processo di miglioramento continuo

–       Vincoli normativi come opportunità e non come freno per il processo lavorativo

–       I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)

–       Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali

–       Percezione del rischio e propensione al rischio

–       Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio

–       La gestione delle emergenze e delle criticità

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

TITOLO: 2023 Cooperazione e sviluppo rurale in Ecuador e Bolivia

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

  • OBIETTIVO 2: Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile
  • OBIETTIVO 12: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

 AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Recupero e valorizzazione delle piccole comunità e sviluppo di quelle rurali anche attraverso l’utilizzo degli strumenti dell’agricoltura sociale.

PER INFORMAZIONI 

E-mail: estero@cescproject.org 

Sportello telefonico Infobando: 

Dal Lunedì al Venerdì: 9.30 – 13.00

14.00 – 17.00

Tel: +39 3516881486