Un buon ferragosto e un consiglio di lettura estivo
Giulia, la nostra operatrice volontaria, consiglia una lettura per questa estate:
Emanciparsi con le parole: la rivoluzione di Lila e Lenù
Il ferragosto è alle porte e in questa ultima metà d’estate vogliamo consigliarvi una lettura da fare sotto l’ombrellone o ovunque vi troviate, soprattutto se sentite la necessità di immergevi in una storia che vi faccia riflettere, portandovi in un’altra epoca e accompagnandovi per diverso tempo con i suoi personaggi sfaccettati, vicende storiche, lotte e riflessioni intime.
La quadrilogia de “L’Amica Geniale” di Elena Ferrante fa proprio questo effetto: non proprio una lettura leggera, ma necessaria. Ci racconta la vita di due ragazze che crescono negli anni ’50 in un contesto difficile: un rione di Napoli povero e dimenticato, in cui la violenza è l’unica vera legge che comanda tutti i suoi abitanti. Lila e Lenù, le due amiche geniali, capiscono sin da piccole che la scuola e la cultura rappresentano l’unico modo per liberarsi:
“Avevamo capito che leggere ci rendeva libere. Che scrivere era un modo per restare vive.”
Una storia complessa, che segue le protagoniste dai loro primi giorni alle scuole elementari, fino alla loro vecchiaia, andando a toccare i temi più complicati e intimi dell’esistenza umana, in particolare quella femminile. Lila e Lenù ci ricordano la difficoltà, ma anche la necessità, di emanciparsi attraverso il sapere, di rispondere alla violenza con la conoscenza. Ci ricordano l’importanza dei legami umani che, per quanto altalenanti e non sempre limpidi, come la loro stessa amicizia, sono spesso una salvezza in mezzo al caos del mondo. Non sono eroine classiche ma donne reali, imperfette, spesso contraddittorie, ambigue e ferite: proprio per questo sono vere, umane, lucide e vitali. Entrambe, in modo completamente diverso l’una dall’altra, scelgono di non restare immobili di fronte ad un destino che sembra già segnato, di non arrendersi e lottare con la mente, l’intelligenza e le parole.
“Lila, sempre nello stesso luogo e sempre fuori luogo.”
Una frase che racchiude tutta la sua contraddizione: radicata nel rione ma libera, inafferrabile, sempre pronta a sfidare le convenzioni.
“Scrivere era l’unico modo che avevo per non farmi sopraffare dalla realtà.”
Questa citazione riassume tutta l’identità di Lenù: una donna che non si sente mai abbastanza, che osserva tutto con attenzione vivendo in bilico tra insicurezza e ambizione, e che trova nella scrittura la sua via per esistere, capire e resistere.
Ci aiutano a comprendere, forse, che non dobbiamo essere eroi perfetti per lottare per qualcosa di migliore. Non dobbiamo aspettare di essere sicuri, coerenti, coraggiosi in ogni momento. A volte basta solo una scelta piccola ma autentica, un passo in avanti anche se tremiamo, uno sguardo onesto su chi siamo, con tutte le nostre contraddizioni.
Il loro esempio ci invita a non restare fermi. Possiamo scegliere la parola invece del silenzio, la relazione invece della distanza, la costruzione invece della resa. In un mondo che troppo spesso semina violenza, indifferenza e divisione, la più radicale delle azioni può essere quella di guardarci dentro con sincerità, riconoscerci umani, fragili, ma presenti e decidere comunque di agire.
Il CESC Project vi augura un buon ferragosto e una buona estate!