Campagna “Sollevati dalle guerre: la coscienza non si arruola”
“Sollevati! La coscienza non si arruola” è una campagna nazionale per la promozione e il riconoscimento delle dichiarazioni preventive di obiezione di coscienza, promossa da reti pacifiste, movimenti nonviolenti e associazioni.
In un’epoca segnata da tensioni internazionali, conflitti diffusi e da una narrazione che tende a normalizzare la logica degli armamenti, torna a farsi urgente la riflessione sul valore della pace e sulla libertà di scelta individuale. È qui che prende forza la campagna “Sollevati! La coscienza non si arruola“, un’iniziativa che punta a rimettere al centro il diritto all’obiezione di coscienza e la promozione di una difesa non armata e nonviolenta. Nasce per offrire uno spazio di espressione e uno strumento concreto a chi rifiuta la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Nonostante in molti Paesi la leva militare obbligatoria sia stata sospesa, la questione della coscienza civile rimane aperta e cruciale.
Gli obiettivi sono:
- Dare voce ai giovani offrendo ai ragazzi che compiono diciassette anni che sarebbe l’età in cui tradizionalmente ci si interseca con i registri e le liste istituzionali e ai cittadini la possibilità di esprimere formalmente la propria avversione alla guerra.
- Promuovere la smilitarizzazione culturale ovvero uscire dalla retorica che vede lo scenario bellico come un’opzione inevitabile, educando invece al dialogo, alla cooperazione e alla gestione nonviolenta dei conflitti.
Rifiutare l’arruolamento e la partecipazione ai conflitti armati non significa rinunciare a difendere i valori della propria comunità o i diritti umani. La campagna valorizza forme di difesa civile, non armata e nonviolenta dalla protezione dei beni ambientali e culturali alla gestione dei diritti umani e dell’assistenza umanitaria.
“Sollèvati” non è soltanto una petizione o un modulo burocratico, ma un invito a fare rete. Associazioni, gruppi giovanili e singoli cittadini si uniscono per creare presidi di pace territoriali, luoghi di formazione e di confronto in cui la cultura della nonviolenza diventi pratica quotidiana. La sfida lanciata da questa mobilitazione è chiara, ricordare che la coscienza di un individuo non può essere imbracciata o arruolata per scopi di distruzione e che il futuro della società dipende dalla capacità di scegliere ogni giorno la via della pace.
Per questo CESC Project ha deciso di aderire alla campagna e di impegnarsi per la sua diffusione.
