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Lettura ad alta voce per costruire una cittadinanza.

Nel panorama delle pratiche educative e formative contemporanee, la lettura ad alta voce ha smesso di essere considerata un semplice momento ricreativo o un’attività riservata all’infanzia. Grazie al rigoroso lavoro di ricerca, sperimentazione e divulgazione portato avanti da Federico Batini professore ordinario di pedagogia sperimentale presso la Sapienza Università di Roma, essa si è riconfigurata come un vero e proprio dispositivo di emancipazione cognitiva, emotiva e sociale.

Ma perché un tema così apparentemente circoscritto all’ambito scolastico o letterario dovrebbe appassionare il CESC project?

La risposta la troviamo negli stessi valori del Servizio Civile Universale: un’esperienza che è, prima di tutto, un cantiere di cura della pace giusta, di crescita umana, di educazione alla cittadinanza nonviolenta e di riduzione delle disuguaglianze. La lettura ad alta voce si traduce come infrastruttura della democrazia e dell’equità. Lo stesso Federico Batini afferma che la lettura ad alta voce non è neutrale; è uno strumento di giustizia sociale. Numerose ricerche dimostrano che l’accesso ai codici complessi della lingua e la ricchezza del lessico incidono direttamente sulle opportunità di vita di un individuo. Chi non legge, o non ha accesso a narrazioni complesse, vede ridotte le proprie capacità di comprensione critica, di argomentazione e, in ultima analisi, di autodeterminazione.

Per il CESC Project, che fa della solidarietà, della promozione dei diritti e della coesione sociale i propri pilastri, la lettura ad alta voce si svela come un’azione di prevenzione alle disuguaglianze educative avvicinando grandi e piccoli all’ascolto. Praticarla nei contesti di comunità, nei presidi territoriali, nei doposcuola o nei servizi rivolti ai giovani significa colmare i divari di partenza, offrendo a tutti indipendentemente dal contesto socio-economico d’origine le chiavi per decodificare il mondo e abitarlo da protagonisti.

La lettura ad alta voce, quando praticata con continuità e metodo:

1. Amplia la visione del mondo: Ascoltare storie altrui permette di decentrarsi, di indossare temporaneamente i panni dell’altro, allenando quell’empatia cognitiva indispensabile per la convivenza civile.

2. Potenzia il pensiero critico: Le narrazioni complesse offrono dilemmi morali, sfumature e chiavi di lettura che aiutano a superare il pensiero binario e superficiale.

3. Cura la relazione: La voce che legge crea uno spazio condiviso, un “noi” che abbatte le barriere generazionali e culturali, rigenerando il senso di comunità.

3. Uno “strumento che anima” l’azione degli operatori volontari.

Il contributo di Federico Batini ci ricorda che investire sulla lettura ad alta voce significa investire sulla qualità della nostra democrazia e sulla tenuta sociale dei nostri territori. Portare questo tema al centro della riflessione del CESC Project, significa scegliere di non accontentarsi di formare individui efficienti, ma di coltivare persone pensanti, empatiche e appassionate del bene comune. Perché costruire spazi in cui ci si raduna per ascoltare una storia significa, in fondo, rimettere al centro il valore di essere umani.

Per questo motivo siamo particolarmente felici di poter dare un contributo alla diffusione del Terzo Convegno internazionale sulla Lettura ad Alta voce (il 2 e 3 dicembre a Roma e il 4 dicembre 2026 a Perugia) https://www.sharedreadingaloud.com/ e di intervenire nella facilitazione di una parte della restituzione delle esperienze comunitarie.

Foto di Anastasia Shuraeva da Pexels: https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-libri-seduto-scuola-8466902/

Lettura ad alta voce per costruire una cittadinanza.
Articolo pubblicato il 5 Novembre 2026
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