DAR ES SALAAM: COMUNITÀ SOLIDALI NEL MONDO INAUGURA KILA SIKU 
INNOVATIVO  CENTRO DI RIABILITAZIONE PER BAMBINI DISABILI 
BASATO SUL SUPPORTO COMUNITARIO CON LE FAMIGLIE


Kila Siku è il nome del primo grande centro di riabilitazione inaugurato nel quartiere periferico di Kawe, uno dei più popolosi della zona sud di Dar es Salaam, la più vasta metropoli della Tanzania, e sede di uno dei progetti di Servizio civile di CESC Project nel Paese  Tanzania.

La struttura è stata realizzata grazie all'impegno e al lavoro di Comunità Solidali nel Mondo, partner di CESC Project, socia e associazione sorella, che dal 2007 è presente in Tanzania accanto ai bambini con disabilità e alle loro famiglie.

Il centro Kila Siku, inaugurato alla presenza di Ummy A. Mwalimu, ministra della Salute della Repubblica di Tanzania, e di Roberto Mengoni, Ambasciatore Italiano in Tanzania, è attrezzata per dare kila siku (ogni giorno in lingua swahili), risposte concrete, significative e qualificate ai bisogni di centinaia di bambini con disabilità.

Ma il centro è anche il primo luogo dove le famiglie dei piccoli disabili troveranno kila siku ogni giorno, aiuto e sostegno per partecipare al percorso riabilitativo dei propri bambini.

Per approfondimenti, clicca qui:
Comunità Solidali nel Mondo 
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REDDITO DI CITTADINANZA, EMENDAMENTO LEGA:  
UN ANNO DI SERVIZIO CIVILE OBBLIGATORIO  
PER I GIOVANI RICHIEDENTI  
Un anno di servizio civile obbligatorio come condizione per accedere al reddito di cittadinanza per i giovani fra i 18 e i 28 anni che ne fanno richiesta: lo propone un emendamento della Lega al ‘decretone’ depositato in commissione Lavoro del Senato. 
“I richiedenti di età compresa tra i 18 ed i 28 anni – si legge – sono tenuti a svolgere un anno di servizio civile universale presso uno degli enti accreditati all’albo del servizio civile universale, con una presenza media settimanale di 25 ore”.

L’emendamento riguarda anche ai giovani che già hanno prestato Servizio civile: “Sono esentati da tale obbligo prosegue infatti la proposta emendativa – coloro i quali abbiano già svolto il servizio civile nazionale o universale”.

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L’articolato tocca anche le competenze per la gestione del Servizio civile dei richiedenti il reddito di cittadinanza:
“Il Dipartimento Giovani e Servizio Civile Nazionale - si legge infatti - delega alle Regioni e alle Province Autonome l’organizzazione e la gestione del servizio civile universale effettuato dai richiedenti che usufruiscono del reddito di cittadinanza, nonché ai centri per l’impiego le attività di controllo da effettuarsi sui progetti di servizio civile universale”.

Fonte Askanews


ARCHIVIO DISARMO, CORSO PEACE RESEARCH AND CONFLICT RESOLUTION 2019
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Organizzato da Archivio Disarmo - Istituto Ricerche Internazionali, inizia dal 6 febbraio, a Roma, il Corso di formazione in "Peace Research and conflict resolution - Metodi per ricercare, progettare ed educare alla pace".

Il Corso, valido per il conseguimento dei crediti formativi
del personale scolastico (legge 107/2015), avrà la durata complessiva di 39 ore articolate in 13 sessioni d’aula di 3 ore dal 6 febbraio al 21 marzo 2019 presso la sede di Archivio Disarmo in Roma, via Paolo Mercuri, 8 (Piazza Cavour).

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La sede di Archivio Disarmo a Roma

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Al termine del Corso verrà rilasciato un attestato delle competenze acquisite.
Per scaricare il programma e la locandina
con tutte le informazioni e i costi, clicca qui
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MOZIONE PER DIRE BASTA ARMI ITALIANE 
PER LA GUERRA IN YEMEN

“Basta armi italiane per la guerra in Yemen”: è la richiesta contenuta in una mozione presentata il 29 gennaio a Roma, presso la Sala del Carroccio in Campidoglio, che ha tra i primi firmatari: Movimento dei Focolari Italia, Un Ponte per…, Arci, Pro Civitate Christiana Assisi, Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie), Gruppo Abele, Fondazione Finanza Etica, Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo, Movimento Nonviolento Roma, Rete della Pace, Pax Christi, Amnesty International Italia, Commissione globalizzazione e ambiente della Federazione chiese evangeliche in Italia.  

Il ripudio della guerra si mette in pratica attuando la legge 185/90 che vieta la vendita di armi ai Paesi in guerra e prevede il finanziamento di seri piani di riconversione industriale. 

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“In Italia si producono bombe utilizzate nel conflitto in corso dal 2015 in Yemen. Gli ordigni colpiscono scuole e ospedali. Cambiano i governi e la composizione di Camera e Senato, ma le armi continuano a partire nonostante le numerose risoluzioni del Parlamento europeo che invitano gli Stati a sospendere ogni rapporto di fornitura con i protagonisti, nel nostro caso con l’Arabia Saudita, di una guerra che gli esperti Onu definiscono un disastro umanitario”, ribadiscono i firmatari della mozione.


“Il tentativo di trattare la questione come un caso marginale, delocalizzando il problema nel territorio sardo del Sulcis Iglesiente, dove quella produzione avviene, è solo uno degli argomenti più banali usati per coprire le gravi responsabilità politiche di ciò sta accadendo nel nostro Paese”, precisano. “La nostra società non può rassegnarsi a tale declino morale ed economico – sottolineano -. 

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Un reale cambiamento parte da un dibattito pubblico promosso nei comuni italiani su una mozione che chiede di fermare gli ordigni che provocano stragi e promuovere un’economia di giustizia. Assisi è stato il primo comune a rompere il muro della complicità e indifferenza. Cagliari ha approvato una mozione che va nella stessa direzione”.

Fonte: AGENSIR
ESPERIENZE DI EDUCAZIONE POPOLARE IN BRASILE
 A PARTIRE DAL PENSIERO DI PAULO FREIRE
Giovedì 31 gennaio 2019, ore 17.30
CESC Project, Via Lungro 1 – Sala Don Lorenzo Milani

INCONTRO CON:
CAROLINA ALVES DE OLIVEIRA
Presidente associazione Água Doce Serviços Populares, Brasile
LELIA PÓNCIANO
Coordinatrice del Nucleo di Alfabetizzazione Ecologica Sertao do Carangola, Brasile

Nel corso di un giro di visite in Italia, le esponenti di due fra le più significative realtà impegnate nell’ambito dell’educazione popolare in Brasile saranno protagoniste di un incontro presso la sede di CESC Project per raccontare le loro esperienze e collegarle al pensiero di Paulo Freire, cui esse si ispirano.

L’iniziativa, realizzata dal CESC Project (che nell’associazione Água Doce Serviços Populares ha il proprio partner per il Servizio Civile a Rio) e da Amig@s MST-Italia, è uno degli appuntamenti della campagna “CHI HA PAURA DI PAULO FREIRE?” lanciata dalla Rete italiana Freire-Boal per sostenere il pensiero di Paulo Freire e affermare l’importanza della sua proposta pedagogica in un clima politico, sociale e culturale particolarmente teso non solo in Brasile.

Per info e conferma di partecipazione:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – tel. 0671280300
250-QUINQUIES È IL ‘COMMA DI NATALE’ 
CHE RIFINANZIA CON 50 MILIONI
IL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE 


Nel maxi-emendamento alla Legge di Bilancio 2019 votato la notte tra il 22 e il 23 dicembre in Senato, il comma 250-quinquies reca un rifinanziamento del Fondo nazionale per il servizio civile per 50 milioni di euro per l’anno 2019, portando il totale a 198,14 milioni di euro.


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“Il 250-quinquies, il “comma di Natale” - commenta Michelangelo Chiurchiù, presidente di CESC Project - non è ancora sufficiente a assicurare per il 2019  un contingente pari a quello del 2018, che è stato di 53.363 giovani, e ancor meno consente di soddisfare le 110.000 candidature per rendere il servizio civile realmente universale.
Ma è stato dato un primo positivo segnale di ascolto all’appello lanciato dalle organizzazioni che sostengono il servizio civile”.
“Ora - conclude Chiurchiù - ci attendiamo ulteriori passi avanti e confidiamo che il pieno conseguimento del risultato venga raggiunto grazie all’impegno assicurato in tal senso dal sottosegretario Vincenzo Spadafora”.



Fonte: dossier studi della Camera. Per linkare il documento, clicca qui






Mercoledì, 12 Dicembre 2018 12:08

AL VIA IERI IL SERVIZIO CIVILE PER 10.000 GIOVANI

AL VIA IERI IL SERVIZIO CIVILE PER 10.000 GIOVANI

Sono 10.986 i giovani avviati in servizio civile da ieri, 11 dicembre 2018.

9.957 di loro sono i primi a cominciare fra quelli selezionati con i Bandi emanati lo scorso 20 agosto (che prevedono complessivamente 53.363 posti). Essi sono impiegati in progetti, in Italia e all’estero, presentati da 490 enti di servizio civile.

Altri 950 giovani sono stati invece selezionati con il bando per 3.556 volontari per l'attuazione di progetti di Servizio Civile Nazionale nell'ambito di Garanzia Giovani, nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lazio, Sardegna e Sicilia. Il totale degli avviati per questo bando è dunque ad oggi di 1.996 volontari.

Per gli obiettivi istituzionali individuati dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, sempre ieri hanno iniziato il servizio civile altri 54 giovani che fanno riferimento al bando anch’esso relativo Garanzia Giovani (che ne prevede in totale 1.341) e altri 12 relativi ad un bando per 489 posti. Salgono quindi rispettivamente a 979 e 442 i giovani avviati coi rispettivi bandi.

Infine 13 giovani avviati ieri sono stati selezionati con il Bando per complessivi 860 volontari da impiegare in progetti di Servizio civile nazionale in Italia pubblicato il 13 ottobre 2017. Il totale degli avviati per questo bando è dunque ad oggi di 723 volontari.

Fonte: Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.

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SPADAFORA SU FACEBOOK:
“FAREMO DI TUTTO PER INCREMENTARE
IL MISERO STANZIAMENTO PER IL SERVIZIO CIVILE 2019


“Con il misero stanziamento di 148 milioni di euro per il 2019, partiranno soltanto il 50% dei giovani rispetto al 2018”, aveva denunciato su Facebook il presidente del Forum nazionale servizio civile, Enrico Maria Borrelli, postando l’appello rivolto al Governo dalla sua stessa organizzazione, assieme a CNESC, Associazione Mosaico e Rappresentanza dei volontari del Servizio civile, affinché nella Legge di Bilancio 2019 vengano aumentati gli stanziamenti destinati al servizio civile.

E a strettissimo giro, sempre su Facebook, a Borrelli risponde il sottosegretario Spadafora: “Enrico Maria Borrelli stia sereno! Il “misero stanziamento”, come giustamente lui lo definisce, di 148 milioni di euro per il Servizio Civile per il 2019 è effettivamente quello previsto dal precedente Governo del PD. E noi faremo di tutto, riusciremo ad incrementarlo per consentire a tanti giovani di vivere questa bellissima esperienza”


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Ne prende atto il presidente del Forum, ringraziando il sottosegretario Vincenzo Spadafora “per le parole di conforto e di speranza che attraverso il suo post offre, prima ancora che a me, agli enti e ai giovani del servizio civile. Confidiamo nel Suo impegno”.

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Venerdì, 07 Dicembre 2018 10:19

FONDI SERVIZIO CIVILE: NUOVO APPELLO AL GOVERNO

Legge di Bilancio 2019
"GIOVANI: UN’ITALIA SENZA PROSPETTIVE

Nuovo appello al Governo
delle organizzazioni giovanili, di servizio civile e del terzo settore

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Il Paese, alla vigilia del passaggio in Aula di Montecitorio della legge di stabilità 2019, progetta il suo futuro, ma si dimentica dei giovani”. 

È con un titolo e un incipit dai toni forti e preoccupati che CNESC, Forum nazionale servizio civile, Associazione Mosaico e Rappresentanza dei volontari tornano a rivolgere un energico appello al Governo affinché aumenti gli stanziamenti destinati al servizio civile sulla Legge di Bilancio 2019.

Senza nascondere delusione e disappunto, le quattro organizzazioni firmatarie del documento prendono atto che “i due emendamenti che erano stati presentati per stanziare maggiori fondi per il servizio civile universale sono stati respinti (emendamento a prima firmataria Francesca Bonomo, PD aumento di 252 milioni) o ritirati (emendamento a prima firmataria Marialuisa Faro, M5S, aumento di 97 milioni).

Ringraziando i firmatari dei due emendamenti per la sensibilità manifestata, i rappresentanti degli organismi e degli operatori impegnati nel Servizio civile denunciano che è “ormai concreto il rischio di una legge di stabilità 2019 con solo 148 milioni per il Servizio Civile Universale, che, come da tutti confermato, sono in grado di dare l'opportunità a poco più di 20.000 giovani di svolgere Servizio Civile, a fronte dei 53.363 volontari del 2018 e dei 110.000 candidati al bando 2018”. 

La drastica riduzione dei finanziamenti, viene sottolineato, costituisce “un danno per decine di migliaia di giovani, così come per chi beneficia del Servizio Civile stesso, quali, anzitutto, le fasce più deboli della popolazione, privati di innumerevoli servizi”.

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Dichiarandosi disorientati dal fatto che il Governo non abbia sostenuto neppure l’emendamento presentato dal gruppo parlamentare di maggioranza relativa, i firmatari del nuovo appello tornano a chiedere al Governo di stabilire un'idea precisa sul futuro dei giovani, intervenendo in Aula e presentando tutte le iniziative opportune affinché la Camera licenzi un testo che assicuri per il 2019 quantomeno il contingente del 2018”.

“Una scelta diversa - conclude il documento - è un grave segno di disattenzione alle speranze dei giovani e alla loro emarginazione sociale ed economica. Una scelta politica di un'Italia senza prospettive".
STANZIAMENTI PER IL SERVIZIO CIVILE 2019 E FONDO ASILO MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE
 La replica delle organizzazioni 
 ai chiarimenti del sottosegretario Spadafora


“Caro Sottosegretario, ok, grazie: però...” 
È questo, in sostanza, il tenore della replica della Rappresentanza nazionale dei volontari in Servizio Civile, della CNESC - Conferenza nazionale degli enti di Servizio Civile, del Forum nazionale per il Servizio Civile e dell’Associazione Mosaico ai chiarimenti forniti dal Sottosegretario Vincenzo Spadafora in relazione agli stanziamenti per il Servizio Civile fissati dal Governo nel Bilancio previsionale  2019.

CEEEBFF7-2672-4B6A-AEA8-031F61C92EABAl Sottosegretario, infatti, le quattro organizzazioni, già firmatarie dell’appello al Governo e al Parlamento per riportare gli stanziamenti ai livelli raggiunti nel 2018, rispondono ringraziandolo per aver voluto richiamare alcuni utili elementi di conoscenza della situazione, ma sottolineano anche le ragioni di giustificate e gravi preoccupazioni.

In particolare, Spadafora aveva rimarcato il fatto che i governi della scorsa legislatura hanno sempre tenuto basso il finanziamento ordinario del Servizio Civile, incrementandolo cospicuamente solo con le successive variazioni di bilancio.

Tuttavia - osservano a loro volta le quattro organizzazioni - quegli incrementi furono possibili in gran parte grazie allo spostamento sul Servizio Civile di consistenti risorse della riforma del Terzo Settore non impegnate nel 2016 e nel 2017.

AD0F2A09-F139-4C62-B024-48C8E695324CMa su quelle risorse ora non si può più far conto, poiché con il decreto legislativo che, nell’estate del 2017, ha riformato il Terzo Settore, la dotazione del Fondo nazionale per  il Servizio Civile è stata fissata in 82 milioni di euro per l'anno 2018, 47,2 milioni di euro per l'anno 2019 e 42,1 milioni di euro  per  il 2020. Quindi quegli importi son già inclusi negli stanziamenti ordinari. “A differenza del passato - sottolineano, preoccupate, le organizzazioni - non ci si possono aspettare maggiori risorse dalla riforma del Terzo Settore”.

Prima del varo della manovra economica - viene inoltre sottolineato - un comunicato di Palazzo Chigi aveva preannunciato un aumento del fondo per il Servizio Civile che aveva lasciato ben sperare: ma nella legge di bilancio di quell’aumento non c’è traccia, e ciò ha suscitato legittimo allarme.
“Senza maggiori fondi nella  legge di stabilità - chiedono senza giri di parole le quattro organizzazioni al Sottosegretario Spadafora - da dove arriveranno i 150 milioni necessari alla conferma del contingente 2018?”.

Di qui il rinnovato appello al Governo e al Parlamento ad aumentare già in manovra la dotazione ordinaria, anche facendo ricorso agli avanzi eventualmente esistenti, in modo che si possa programmare il contingente 2019 pari e superiore a quello avuto nel 2018.

209A3A1E-0335-49F3-834B-EF8D46879CA7Le organizzazioni del Servizio Civile colgono l’occasione anche per entrare nel merito di un altro tema toccato dal Sottosegretario nel suo comunicato: il drastico ridimensionamento delle risorse  FAMI - Fondo Asilo Migrazione e Integrazione.
“Gli enti - aveva segnalato Spadafora - hanno presentato progetti per soli 203 giovani (diventati poi 190) ed è stato, pertanto, necessario rimodulare l’originaria proposta, riducendo a 1.700.000 euro i fondi necessari alla copertura”.
A questa osservazione le organizzazioni replicano: “L’Avviso fu pubblicato il 17 ottobre con deposito entro il 30 novembre, con clausole di difficile applicazione. Da qui lo scarso numero di progetti. Dal nostro osservatorio nel 2018 era molto cresciuta, nei Comuni e nelle Organizzazioni, l’attenzione e l’attesa”.
“Fare una analisi completa sul terreno, con tutti gli attori del sistema - è la conclusione e l’invito dei firmatari dell’appello - è il modo migliore per evitare poi provvedimenti sbagliati o inapplicabili, che si traducono nella mancata risposta degli enti accreditati”.

Per leggere il testo integrale delle riflessioni delle organizzazioni sulle comunicazioni del Sottosegretario Spadafora clicca qui.
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