Venerdì, 12 Aprile 2019 14:00

Elenco candidature pervenute CCP

ELENCO CANDIDATURE PROGETTI CCP 2019 TANZANIA E ECUADOR

Se hai inviato la tua candidatura per il progetto "Nyeupe na Nyeusi" e "Camminiamo insieme: percorsi di reinserimento sociale per i rifugiati colombiani vittime di violenza 2018" entro i termini previsti, verifica se il tuo nome è presente nell'elenco corrispondente al progetto.

Elenco candidature pervenute al 12/4/2019:
Progetto "Nyeupe na nyeusi - Il bianco e il nero", TANZANIA
Progetto "Camminiamo insieme: percorsi di reinserimento sociale per i rifugiati colombiani vittime di violenza 2018, ECUADOR



PER INFORMAZIONI E SEGNALAZIONI CONTATTACI AI SEGUENTI RIFERIMENTI:
Tel. 06.712.80.300 (dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:30)
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pubblicato in Servizio Civile NEWS
CORPI CIVILI DI PACE:
RICETTA PER UN BUON OPERATORE CCP:
RIPIENO, AL FORNO, SALTATO IN PADELLA
Ingredienti, preparazione, farcitura
da un articolo di Francesca Zinno

Ci sono vari tipi di Operatori dei Corpi Civili di Pace.

  • Ripieni: di cultura, di lingue, di ragionamenti.
  • Al forno: più leggeri ma molto equilibrati e istruiti. 
  • Saltati in padella: sempre allegri, mai fermi, pronti a tutto. 
Ce ne sarebbero molti altri, ma per oggi accontentatevi della ricetta base.

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Ingredienti 
  • Rispetto 
  • Disponibilità e pazienza 
  • Elasticità 
  • Pro attività e fantasia 
  • Curiosità 
  • Professionalità 
  • Forza di volontà


Preparazione
Abbondate in rispetto: è l’ingrediente fondamentale. L’Operatore dei CCP non riesce bene se non ha rispetto per se stesso, per gli altri e per la cultura che andrà a conoscere. Abbondando in rispetto, saprà reagire quando manca.

Disporre il rispetto a creare un cratere e aggiungere, una volta sciolte a fuoco lento, disponibilità e pazienza. Amalgamare bene. I progetti a cui si affaccia l’Operatore dei CCP sono nuovi e questi ingredienti saranno utilissimi nel momento in cui gli verrà chiesto di fare cose che a lui non competono e che non sono minimamente collegate con lo scopo del progetto. Ogni nuova esperienza è l’agente lievitante, utile per la sua crescita.

Per rendere l’impasto morbido e maneggevole, aggiungere una fiala di elasticità: lo renderà flessibile a ogni orario e a ogni richiesta e aumenterà l suo spirito di adattamento.

Senza setacciare, aggiungere a cascata tanta fantasia e pro attività in modo che in qualsiasi momento l’Operatore sappia cavarsela e abbia sempre un asso nella manica da poter sfruttare. Le nuove idee sono sempre utili e se talvolta si pensa troppo in grande, nulla da temere: sono idee buone per il futuro. Niente va perduto.

Un pizzico di curiosità serve per permettergli di scoprire culture sempre diverse, le loro affascinanti sfaccettature, magari per cercare le origini delle più strampalate tradizioni e immergersi completamente nella nuova realtà.

Infine, montare a neve e aggiungere tanta professionalità in modo tale che anche quando si troverà davanti ad uno stregone che vuole fargli provare le sue pozioni e le sue creme egli saprà come reagire ponendo domande e annuendo, sfoderando il suo ingrediente principale (il rispetto) e moderando le capacità professionali rispetto a ogni occasione.

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Cotto l’impasto, cospargere con generose manciate di  forza di volontà per far si che, nonostante tutte le difficoltà e i dubbi che gli si porranno davanti, non si fermerà, ma imperterrito raggiungerà lentamente i suoi risultati, anche se piccoli.

Consigli
L’Operatore dei CCP si farcisce a piacere con nuove amicizie, esperienze di vita nuove e prospettive sempre diverse viste da ogni parte del mondo. 

Si può conservare fino a 12 mesi ma ogni tanto ha bisogno di svagarsi. Quindi ricordategli di usufruire dei 20 giorni di permesso a sua disposizione per girare il mondo senza perdere nessun ingrediente per strada.

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Per leggere per leggere la ricetta integrale di Francesca Zinno, clicca qui.


Francesca Zinno è stata volontaria dei Corpi Civili di Pace con il progetto di C
ESC Project in Tanzania “Nyeupe Na Nyeusi. Il bianco e il nero”, per la difesa dei diritti degli albini e per l’integrazione scolastica dei disabili.

Se vuoi saperne di più sui Corpi Civili di Pace con CESC Project, 
clicca qui per il bando 2019
clicca qui per i progetti 2019.
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CORPI CIVILI DI PACE
RICETTA 
PER FARE BUONI OPERATORI CICIPÌ
di Francesca Zinno

Ci sono vari tipi di Operatori dei Cicipì:
  • Ripieni: di cultura, di lingue, di ragionamenti. 
  • Al forno: più leggeri ma molto equilibrati ed istruiti. 
  • Saltati in padella: sempre allegri, mai fermi e pronti a tutto. 
Ce ne sono altri, ma per oggi ci accontenteremo della ricetta base, analizzando gli ingredienti principali.

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Ingredienti:
  • Rispetto
  • Disponibilità e pazienza
  • Elasticità
  • Pro attività e fantasia
  • Curiosità
  • Professionalità
  • Forza di volontà
 
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Preparazione 
Il primo ingrediente deve essere presente in abbondanza, a mio parere è fondamentale e necessario, l’Operatore Cicipì non può venire bene se non ha rispetto innanzitutto per se stesso, poi per gli altri e per la cultura che andrà a conoscere. Il rispetto deve essere presente in ogni sua azione e verso ogni cosa, anche per la minima goccia d’acqua, avendone rispetto saprà come reagire nel momento in cui gli mancherà per due mesi ed imparerà a rispettare ancora meglio tutti e tutto ciò che lo circonda.

Disporre il rispetto a creare un cratere e aggiungere, una volta sciolte a fuoco lento, disponibilità e pazienza e amalgamare bene. I progetti a cui si affaccia l’Operatore Cicipì sono nuovi e questi ingredienti saranno utilissimi nel momento in cui gli verrà chiesto di fare cose che a lui non competono direttamente e che non sono minimamente collegate con lo scopo del progetto. l’Operatore Cicipì imparerà ad apprezzare tutto e che ogni nuova esperienza, qualunque essa sia, va presa come agente lievitante ed utile per la sua crescita.

Per rendere l’impasto più morbido e maneggevole va aggiunta una fiala di elasticità, questo ingrediente lo renderà flessibile ad ogni orario, richiesta e aiuterà ad aumentare il suo spirito di adattamento.

Senza setacciare aggiungere, a cascata, tanta fantasia e pro attività in modo tale che in qualsiasi momento l’Operatore Cicipì sappia cavarsela ed abbia sempre un asso nella manica da poter sfruttare. Le nuove idee sono sempre utili e se talvolta si pensa troppo in grande, nulla da temere, potranno sempre essere disponibili per il futuro, niente va perduto.

Un pizzico di curiosità serve per permettergli di scoprire culture sempre diverse e le sue affascinanti sfaccettature magari per cercare le origini delle più strampalate tradizioni e quindi immergersi completamente nella nuova realtà che vivrà.

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In ultimo montare a neve e aggiungere tanta professionalità in modo tale che anche quando si troverà davanti ad uno stregone che vuole fargli provare le sue pozioni e le sue creme egli saprà come reagire ponendo domande ed annuendo, sfoderando il suo ingrediente principale (il rispetto) e moderando le capacità professionali rispetto ad ogni occasione.

Una volta cotto l’impasto cospargere con abbondante forza di volontà per far si che, nonostante tutte le difficoltà e i dubbi che gli si porranno davanti, non si fermerà ed imperterrito raggiungerà lentamente i suoi risultati, anche se piccoli. In questo modo avrà la capacità di capire che non tutto è stato vano e che il suo impegno è valso a qualcosa.

Consigli
L’Operatore Cicipì si saprà farcire a piacere con nuove amicizie, esperienze di vita nuove e prospettive sempre diverse  viste da ogni parte del mondo. Si può conservare fino a 12 mesi ma ogni tanto ha bisogno di svagarsi quindi ricordategli di usufruire dei 20 giorni di permesso a sua disposizione per girare il mondo senza perdere nessun ingrediente per strada.

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Francesca Zinno è stata volontaria dei Corpi Civili di Pace con il progetto di CESC Project in Tanzania “Nyeupe Na Nyeusi. Il bianco e il nero”, per la difesa dei diritti degli albini e per l’integrazione scolastica dei disabili.

Se vuoi saperne di più sui Corpi Civili di Pace con CESC Project, 

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Pubblicato in Storie Africa
CORPI CIVILI DI PACE A IBARRA, IN ECUADOR
PROGETTO “CAMMINIAMO INSIEME”
350 QUESTIONARI, TRA PERCENTUALI E SENTIMENTI
Viaggio tra gli “inaccettabili” nel Paese più accogliente del mondo
da un reportage di Giovanni Candeloro


Nella nostra attività nei Corpi Civili di Pace a Ibarra, nel Nord dell'Ecuador, ci siamo trovati immersi nel microcosmo dei rifugiati colombiani, permeato di pregiudizi, cecità e conflitti.
A livello sociale, nel cuore della timida e riservata cultura andina ecuatoriana, “colombiano” è sinonimo di casinista, violento, criminale, pericoloso, narcotrafficante. In una parola, “inaccettabile”.
Abbiamo allora raccolto le testimonianze di questi “inaccettabili” attraverso 350 questionari, ricavandone 350 video-interviste.

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In apparenza, dopo gli Accordi di pace tra il governo e le FARC del 2016, in Colombia non c’é più guerra. I colombiani che arrivano in Ecuador non sono “rifugiati”, non potrebbero esser trattati come tali.
Ma fra gli intervistati, la metà è emigrata dalla Colombia “pacificata”, è stata costretta a “lasciare casa in maniera improvvisata” - cioè fuggendo - perché non si sentiva sicuro a casa, i suoi diritti erano violati. Per tre quarti di loro lasciare il Paese è stata una decisione forzata. Un terzo di essi è stato personalmente perseguitato. 
Non sono esattamente proporzioni che descrivono un contesto pacifico e sicuro, per cui si possano negare i diritti di rifugiati.

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L’Ecuador è definito a livello internazionale come uno dei Paesi più accoglienti. Ma solo il 20% dei colombiani intervistati ha lo stato di rifugiato e la percentuale scende al 6% fra gli emigrati dopo gli Accordi di pace. Inoltre, un intervistato su tre definisce l'ecuadoriano comune poco accogliente, diffidente, troppo chiuso in se stesso; e un rifugiato su tre non si sente al sicuro nemmeno in Ecuador.
I video-racconti hanno la capacità di giungere dove qualsiasi dato statistico non può arrivare, nella dimensione che più di altre ci rende capaci di restare umani, di provare empatia e di rimodellare con essa la nostra percezione della realtà: la dimensione sentimentale.
Anche se nella loro forma di numeri e percentuali, abbiamo comunque voluto inserire questa dimensione nella nostra ricerca e abbiamo chiesto agli “inaccettabili” di dirci quali sentimenti provano pensando alla propria condizione. Ebbene: non trapelano né rancore né collera. Nessuno dei 350 “violenti” e “inaccettabili” intervistati si è dichiarato desideroso di vendetta. La speranza domina su tutti i sentimenti, è nel cuore del 63% degli intervistati.

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Per leggere il reportage di Giovanni Candeloro, clicca qui.

Se vuoi saperne di più sui Corpi Civili di Pace con CESC Project, 
clicca qui per il bando 2019
clicca qui per i progetti 2019
fra i quali prosegue il 
progetto in Ecuador “Camminiamo insieme: percorsi di reinserimento sociale per i rifugiati colombiani vittime di violenza”



Pubblicato in Servizio Civile NEWS
CORPI CIVILI DI PACE CON CESC Project
Pubblicati i primi appuntamenti per i colloqui di selezione 

Per verificare la data dei colloqui clicca sul progetto che hai prescelto:
 

TANZANIA“Nyeupe na nyeusi - Il bianco e il nero”
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ECUADOR - 
"Camminiamo insieme: percorsi di reinserimento sociale per i rifugiati colombiani vittime di violenza 2018" 
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Nelle prossime settimane saranno pubblicati gli altri appuntamenti per i progetti in Argentina e in Italia

Pubblicato in Servizio Civile NEWS
CORPI CIVILI DI PACE A MBEYA, IN TANZANIA: 
PROGETTO ''NYEUPE NA NYEUSI. IL BIANCO E IL NERO'' 
LA CITTÀ VERDE E GLI ALBINI AFRICANI 
“C’è il bianco, il nero e mille sfumature di colori in mezzo e lì in mezzo siamo noi” 
da un reportage di Azzurra Cori


La chiamano la città verde. Appena messo piede a Mbeya mi è sembrato fosse un nome appropriato, con l’esplosione di colori che la stagione delle piogge è scatena qui, a quasi 1700 metri di altezza, in questa valle circondata dai monti. 

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Le tonalità di verde sono infinite ed è sorprendente scoprirne di nuove ogni giorno. 

Sono tornata in Tanzania convinta di aver visto già quasi tutto di questa terra. Ma avevo scordato cosa volesse dire camminare per le strade e sentirsi gli occhi costantemente puntati addosso per via del colore della mia pelle, io una delle poche Mzungu (bianca) per le strade di Mbeya.
In questi 7 mesi non sono cambiati solo i paesaggi; abbiamo anche raccolto i primi frutti del nostro progetto dei Corpi Civili di Pace, un progetto complesso non solo per la sua novità, ma anche per la tematica che affronta: l’albinismo in Tanzania. 



Essere un albino in Africa
Mi sono chiesta molte volte cosa si potesse provare ad essere un un albino in africa, un nero bianco. Un ossimoro che pesa come un macigno in una terra ancora piena di superstizioni e credenze popolari. 

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Essere albini in Africa significa non potersi mai togliere di dosso gli occhi indiscreti di chi pensa che le persone affette da albinismo siano dei fantasmi che non muoiono mai ma svaniscono magicamente nel nulla, e chi pensa che sia una condizione contagiosa, e pensa di potersi arricchire bevendo pozioni fatte con parti dei loro corpi.

Essere albini in Africa non significa solo doversi proteggere quotidianamente contro il caldo sole equatoriale che ti brucia e ustiona la pelle e ti costringe ad indossare grandi cappelli e abiti lunghi.
Essere albini in Africa significa più di tutto dover vivere in una situazione di esclusione sociale e discriminazione dovuta alla sola differenza del colore della pelle.
Una differenza che risiede nella sola percezione che ognuno ha di tutto ciò che è diverso da lui.

Una cosa è certa: in questi 7 mesi ho imparato ad apprezzare tutte le sfumature di colori che i paesaggi e le persone hanno saputo regalarmi perché come recita una vecchia canzone dei 99 posse “C’è il bianco, il nero e mille sfumature di colori in mezzo e lì in mezzo siamo noi”.

Per leggere il reportage integrale di Azzurra Cori, clicca qui.

Se vuoi saperne di più sui Corpi Civili di Pace con CESC Project, 
clicca qui per il bando 2019
clicca qui per i progetti 2019
fra i quali prosegue il 
progetto in Tanzania “Nyeupe Na Nyeusi. Il bianco e il nero”.



Pubblicato in Servizio Civile NEWS
CORPI CIVILI DI PACE, BANDO 2019: 
TUTTO SUI 4 PROGETTI DI CESC PROJECT PER 14 VOLONTARI 
IN ARGENTINA, ECUADOR, TANZANIA E ITALIA.
Sono quattro i progetti per i quali CESC Project raccoglie le domande dei candidati volontari dei Corpi Civili di Pace: due in Sud America, uno in Africa è uno in Italia.
Ognuno di essi prevede l'impegno di quattro volontari, per un totale di sedici giovani di età compresa fra i 18 e i 28 anni che possono fare domanda a CESC Project entro l’8 aprile prossimo. 

I quattro progetti di CESC Project sono

  • In ArgentinaEntrar afuera: Diritti umani e salute mentale in Argentina; 
  • In EcuadorCamminiamo insieme: percorsi di reinserimento sociale per i rifugiati colombiani vittime di violenza; 
  • In TanzaniaNyeupe na nyeusi - il bianco e il nero: contrasto a discriminazione e violenza nei confronti delle persone con albinismo favorendone l’inclusione scolastica e sociale e sensibilizzando la comunità e le istituzioni locali; 
  • In Italia: interventi di prevenzione e gestione dei conflitti legati alle problematiche ambientali nelle aree vulnerabili dei territori dell’Appenino Centrale (Provincia di Frosinone), attraverso il supporto alle comunità per favorire uno sviluppo sostenibile e conciliare occupazione e rispetto delle risorse naturali

Per  maggiori informazioni sui progetti di CESC Project per i Corpi Civili di Pace, clicca qui,
oppure telefonaci: 06 71280300

o inviaci una mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Se vuoi presentare domanda per i Corpi Civili di Pace a CESC Project, clicca qui.



Pubblicato in Servizio Civile NEWS
CORPI CIVILI DI PACE:
PUBBLICATO IL BANDO PER 130 VOLONTARI/E 
IN ITALIA E ALL’ESTERO. 
LA DOMANDA ENTRO L’8 APRILE

È stato pubblicato l’8 marzo 2019, sul sito www.polichegiovanilieserviziocivile.gov.it, il bando per la selezione di 130 volontari da avviare nel 2019 nei progetti dei Corpi Civili di Pace da realizzarsi all’estero (112 volontari) e in Italia (18 volontari).

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Possono partecipare alla selezione i giovani in possesso dei requisiti di cui all’articolo 2 del bando, secondo le condizioni indicate.

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E’ possibile presentare una sola domanda di partecipazione e per un solo progetto.
La domanda di partecipazione deve essere indirizzata, entro e non oltre l’8 aprile 2019, direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto.


Fonte: Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale

Per maggiori informazioni sul bando e gli allegati per gli Enti e i volontari, clicca qui

Per scaricare il bando, clicca qui

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