Martedì, 02 Aprile 2019 07:19

CORPI CIVILI DI PACE IN ECUADOR: STORIE DESPLAZATE

CORPI CIVILI DI PACE A IBARRA, IN ECUADOR
PROGETTO “CAMMINIAMO INSIEME”
STORIE DESPLAZADE
“Non si affittano case ai colombiani”
da un reportage di Gloria Volpe

Sono le dieci di sera e sto guidando il pickup scassato che la Fondazione ci ha dato per aiutare Lorena a traslocare. Conosco questa famiglia da quattro mesi dei nove che mi trovo qui in Ecuador, a Ibarra, e è la quarta volta che cambiano di alloggio. Anche questa volta, provvisorio. 

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Lorena e la sua famiglia sono rifugiati colombiani; nel loro paese, di “traslochi” ne hanno fatti più di quindici. Spostamenti furtivi, veloci, nascosti, angoscianti. Questa è la storia dei desplazados colombiani, sfollati nel conflitto armato da parte di guerriglieri, paramilitari e/o soldati. La Colombia ne ha visti muoversi nei suoi confini circa 7,3 milioni negli ultimi 50 anni. 

Come Lorena, circa 57.000 colombiani, secondo gli ultimi dati dell’UNCHR (Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati) aggiornati a settembre 2016, hanno ottenuto lo status di rifugiato in Ecuador. Superata la frontiera, si raggiunge il porto sicuro dove approda chi è costretto a fuggire e cerca di ricostruire una nuova vita, segnata spesso da violenza e dolore. La tranquilla Ibarra, distando solo 3 ore dal confine colombiano, è una delle mete privilegiate. Arrivati in Ecuador, come quasi tutti i loro connazionali, Lorena e la sua famiglia hanno vissuto serie difficoltà a trovare un posto dove stare. “Non si affittano case ai colombiani”.


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“Da quanto tempo sei qui?” è una tra le domande che si fanno durante i primi incontri conoscitivi. “Centoventinove giorni”. Alla domanda, pensi di ricevere una risposta in mesi, anni, settimane. No, quasi tutti rispondono in giorni. “Sessantacinque giorni”, “Quarantatre giorni”, “duecentotrentasette giorni”. Immagino queste persone svegliarsi ogni mattina e aggiungere un'altro giorno al loro conteggio. 

Io e Giovanni siamo ad Ibarra come Corpi Civili di Pace per conto del CESC Project, in un nuovo programma della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento del servizio civile nazionale. Ufficialmente appoggiamo famiglie rifugiate e le assistiamo nella parte legale, educativa e sanitaria. Nella pratica, facciamo in modo che una persona che arrivi qui completamente traumatizzata e persa, possa sentirsi presa sotto braccio e non resti sola.
Camminiamo insieme. Che è l’azzeccato nome del nostro progetto. 

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Per leggere il reportage integrale di Gloria Volpe, clicca qui.

Se vuoi saperne di più sui Corpi Civili di Pace con CESC Project, 
clicca qui per il bando 2019
clicca qui per i progetti 2019
fra i quali prosegue il 
progetto in Ecuador “Camminiamo insieme: percorsi di reinserimento sociale per i rifuguati colombiani vittime di violenza”

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