Lunedì, 01 Aprile 2019 08:56

CORPI CIVILI DI PACE IN TANZANIA: L’INCLUSIONE SCOLASTICA DEI DISABILI

CORPI CIVILI DI PACE IN TANZANIA
PROGETTO ''NYEUPE NA NYEUSI. IL BIANCO E IL NERO''.
L’INCLUSIONE SCOLASTICA DEI BAMBINI CON DISABILITÀ
“May I come in?” non è solo un esercizio d’inglese
da un reportage di Sabina Calzolari


Sul muro della scuola di uno sperduto villaggio nel sud della Tanzania, si legge: “Elimu ni nuru”, che in swahili significa “L'istruzione è luce”.
La consapevolezza dell'importanza dell'educazione è ormai radicata nella popolazione tanzaniana. Il tasso attuale di alfabetizzazione si attesta al 78%, ma sembra destinato a crescere.
L’inglese, seconda lingua nazionale, si impara con frasi recitate a memoria: “May I come in?”, chiedono i bambini al loro insegnante prima di entrare in classe, talvolta senza ricevere risposta.

BF2E3B83-9672-4956-80FD-B16F01433961

Anche i bambini con disabilità chiedono il permesso di entrare. Lo fanno per avere un'opportunità in più di crescere, di condividere le giornate con i loro coetanei e di sgretolare a piccoli colpi il muro che li tiene ancora nell'ombra.
Il diritto allo studio è garantito dalla legge, il Disability act, che recita: “Le persone con disabilità, di ogni età e sesso, hanno gli stessi diritti di accesso all'istruzione [...] degli altri cittadini”.
Nella pratica, invece, sono numerosi i casi di bambini rifiutati da scuole pubbliche e private, perché considerati non in grado di imparare; altri costretti a rinunciare all'educazione per problemi di costi, trasporto, barriere architettoniche o scarso appoggio della famiglia stessa.
Tra loro anche i bambini albini, etichettati come “disabili della pelle”, anche se la loro disabilità è semmai un problema di ipovisione, più o meno grave.

In un contesto ancora ostile, si iniziano tuttavia a rilevare i primi successi, da una parte indotti dall'intervento governativo, dall'altra spinti dalle famiglie dei bambini disabili e da altre organizzazioni, locali e non, che si occupano in diverse forme di disabilità. Anche grazie al supporto di programmi di inclusione scolastica come quello del centro riabilitativo su base comunitaria "Inuka", attraverso il quale sono seguiti e incoraggiati allo studio diversi bambini disabili inseriti nelle scuole del circondario,  non è più una rarità vedere un ragazzino diversamente abile seduto al banco di una scuola pubblica. 

19726989-CE3D-40D2-9184-1B4022CE6C32

Qualcuno potrebbe dire che la Tanzania ha problemi ben più urgenti e importanti che garantire il diritto allo studio ai bimbi disabili. Ma le persone con disabilità nel Paese sono 4,2 milioni: ignorare i loro diritti rappresenta non solo una inaccettabile ingiustizia, ma anche un insostenibile peso sociale e economico.
La legge già esiste e non resta che renderla effettiva, ecco perché il compito fondamentale delle ONG, delle associazioni di persone con disabilità e dei singoli interessati al problema, è quello di spingere le istituzioni governative ad essere parte attiva nel cambiamento e non cercare di colmarne le carenze.


Per leggere il reportage integrale di Sabina Calzolari, clicca qui.

Se vuoi saperne di più sui Corpi Civili di Pace con CESC Project, 
clicca qui per il bando 2019
clicca qui per i progetti 2019
fra i quali continua il 
progetto in Tanzania “Nyeupe Na Nyeusi. Il bianco e il nero”.


Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per garantirne la funzionalità e fornire i nostri servizi quali mappe, social network, video, statistiche di visita. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookies, mentre per i dettagli e per negare il consenso ai cookie consultate l’informativa completa
Maggiori informazioni Ok Rifiuta