Venerdì, 07 Dicembre 2018 10:19

FONDI SERVIZIO CIVILE: NUOVO APPELLO AL GOVERNO

Legge di Bilancio 2019
"GIOVANI: UN’ITALIA SENZA PROSPETTIVE

Nuovo appello al Governo
delle organizzazioni giovanili, di servizio civile e del terzo settore

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Il Paese, alla vigilia del passaggio in Aula di Montecitorio della legge di stabilità 2019, progetta il suo futuro, ma si dimentica dei giovani”. 

È con un titolo e un incipit dai toni forti e preoccupati che CNESC, Forum nazionale servizio civile, Associazione Mosaico e Rappresentanza dei volontari tornano a rivolgere un energico appello al Governo affinché aumenti gli stanziamenti destinati al servizio civile sulla Legge di Bilancio 2019.

Senza nascondere delusione e disappunto, le quattro organizzazioni firmatarie del documento prendono atto che “i due emendamenti che erano stati presentati per stanziare maggiori fondi per il servizio civile universale sono stati respinti (emendamento a prima firmataria Francesca Bonomo, PD aumento di 252 milioni) o ritirati (emendamento a prima firmataria Marialuisa Faro, M5S, aumento di 97 milioni).

Ringraziando i firmatari dei due emendamenti per la sensibilità manifestata, i rappresentanti degli organismi e degli operatori impegnati nel Servizio civile denunciano che è “ormai concreto il rischio di una legge di stabilità 2019 con solo 148 milioni per il Servizio Civile Universale, che, come da tutti confermato, sono in grado di dare l'opportunità a poco più di 20.000 giovani di svolgere Servizio Civile, a fronte dei 53.363 volontari del 2018 e dei 110.000 candidati al bando 2018”. 

La drastica riduzione dei finanziamenti, viene sottolineato, costituisce “un danno per decine di migliaia di giovani, così come per chi beneficia del Servizio Civile stesso, quali, anzitutto, le fasce più deboli della popolazione, privati di innumerevoli servizi”.

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Dichiarandosi disorientati dal fatto che il Governo non abbia sostenuto neppure l’emendamento presentato dal gruppo parlamentare di maggioranza relativa, i firmatari del nuovo appello tornano a chiedere al Governo di stabilire un'idea precisa sul futuro dei giovani, intervenendo in Aula e presentando tutte le iniziative opportune affinché la Camera licenzi un testo che assicuri per il 2019 quantomeno il contingente del 2018”.

“Una scelta diversa - conclude il documento - è un grave segno di disattenzione alle speranze dei giovani e alla loro emarginazione sociale ed economica. Una scelta politica di un'Italia senza prospettive".
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