Sabato, 27 Ottobre 2018 20:20

ANALISI DEL BANDO DI SERVIZIO CIVILE NAZIONALE DEL 2018

ANALISI DEL BANDO DI SERVIZIO CIVILE NAZIONALE DEL 2018

Tutti i dati, le elaborazioni, le considerazioni e le serie storiche
nella puntuale fotografia elaborata da ARCI Servizio Civile

In attesa di conoscere il numero totale delle domande che i giovani interessati hanno presentato alle organizzazioni, il Bando ordinario di Servizio Civile Universale Nazionale, pubblicato il 20 agosto scorso, a neppure un mese dalla scadenza del 28 settembre già vede completata e messa online la consueta, articolata e preziosa analisi elabotata da Arci Servizio Civile.

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Il pdf (clicca qui per scaricarlo) con le sue 50 pagine di dati, elaborazioni, considerazioni e serie storiche, costituisce una aggiornatissima fotografia istantanea che giunge tempestiva e preziosa anche per i nuovi vertici politici e amministrativi del Dipartimento Gioventù e Servizio civile nazionale. Dopo le elezioni politiche del 4 Marzo e la successiva formazione del Governo Conte, infatti, Vincenzo Spadafora, neo Sottosegretario presso la Presidenza del Consiglio, ha ricevuto la delega il 27 giugno scorso.
Un mese e mezzo appresso, il 13 agosto, Valeria Vaccaro, già Dirigente Generale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si è avvicendata con Calogero Mauceri alla guida del Dipartimento. Il suo primo atto è stato proprio la firma del bando.

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Vincenzo Spadafora, neo Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per  il servizio civile,
con 
Valeria Vaccaro, nuovo Capo del Dipartimento


Il quadro della situazione risulta ancora più significativo e rilevante dopo che, il 20 luglio, è stata resa pubblica la Sentenza n. 171/2018 della Corte Costituzionale che, giudicando non fondate alcune questioni sollevate dalle Regioni Veneto e Lombardia, conferma che la disciplina del servizio civile nazionale volontario non può che rientrare nella competenza statale prevista dalla Costituzione, che riserva alla legislazione esclusiva dello Stato non solo la materia delle forze armate, ma anche la ”difesa“ intesa in senso più ampio, comprese le forme di difesa civile concorrenti con la difesa armata della Patria.

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Il Palazzo della Consulta
e il frontespizio della sentenza della Corte Costituzionale
 


Il bando 2018, segnalano nella premessa i curatori dell’analisi di Arci Servizio Civile, presenta numerose caratteristiche specifiche che, sul piano del finanziamento, lo rendono peculiare rispetto ai precedenti dal 2001.
Anche se strutturato su un solo decreto, esso è articolato in tre diverse modalità di partecipazione al servizio civile e raccoglie le risorse da due diversi capitoli.
Infatti il totale di 53.363 posti viene raggiunto attraverso 52.127 posti “ordinari” messi a disposizione con il Servizio Civile Nazionale (compresi 192 posti riservati ai cittadini richiedenti asilo e finanziati attraverso fondi europei del programma FAMI, Fondo asilo migrazione e integrazione) e 1.236 posti “sperimentali” che anticipano alcuni istituti del Servizio Civile Universale.

Il bando 2018 è, anche quantitativamente, il più consistente dal 2007, quando però i 54.772 posti per il Servizio civile furono il risultato di numerosi bandi pubblicati nel corso dell’anno.
I 53.363 posti a bando vanno messi in relazione ai 59.864 posti generati dalle organizzazioni, di cui 1.114 all’estero, con il deposito dei progetti entro il 30 Novembre 2017.

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A differenza degli anni con numero basso di posti a bando, quest’anno, come e a maggior misura del 2017, è nuovamente emerso un limite che era apparso nel biennio 2007-2008: la discrepanza fra progetti richiesti dai giovani e effettiva distribuzione dei posti. In concreto, ciò vuol dire che ci sono progetti con pochi posti a bando e molte domande e, viceversa, progetti con posti messi a bando e poche domande. Una situazione che crea uno spreco di possibilità di svolgere il servizio per i giovani e uno spreco di aspettative degli enti e servizi per le comunità.
E’ dunque importante che il Dipartimento, gli enti accreditati e le organizzazioni giovanili facciano una urgente, concreta e articolata riflessione. Lo sottolineano gli stessi analisti di Arci Servizio Civile, i quali non mancano di fornire una prima indicazione: occorre integrare l’indispensabile lavoro nel territorio - soprattutto in direzione di specifici gruppi di popolazione giovanile - con la realizzazione di una banca dati nella quale far affluire le domande fatte dai giovani, ricorrendo alle piattaforme digitali aperte anche agli enti con progetti a bando. In tal modo si potrà disporre di un osservatorio generale che registri in tempo reale le situazioni sul campo.

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