Lunedì, 18 Dicembre 2017 14:51

la nostra iniziativa "Sortirne insieme" In evidenza

COMUNICATO STAMPA

"400 progetti di servizio civile, 3.500 volontari impiegati in Italia e all'estero, 75 giovani non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia impiegati in servizio civile nelle sedi CESC Project. Questo è il nostro modo di aiutarli a casa loro e di farci aiutare a casa nostra."

Una forte rivendicazione del ruolo delle istituzioni, l'importanza del passaggio ad una prospettiva di programmazione più ampia e la necessità di entrare in una logica di interconnessione tra progetti e bisogni che insistono sullo stesso territorio, l'auspicio che il Servizio Civile sia sempre più diffuso e raggiunga territori sempre più lontani insieme alla speranza che rappresenti un'esperienza di vita significativa che renda orgogliosi i giovani e le giovani che l'hanno svolto. Tutto ciò ha espresso il Consigliere Calogero Mauceri, Capo del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, che è intervenuto questa mattina all'iniziativa del CESC Project che si è svolta a Roma dal titolo "Dall'Obiezione di Coscienza al Servizio Civile dei giovani titolari di protezione umanitaria o internazionale". Mauceri ha letto la dichiarazione del Presidente dela Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell'approvazione della legge sull'obiezione di coscienza al servizio militare e sul servizio civile, che ribadisce "i valori di pace, di cooperazione, di difesa non armata della Patria e dei principi costituzionali", ai quali il servizio civile ha continuato a ispirarsi nella sua crescita e nell'evoluzione organizzativa e normativa.

Il CESC Project attualmente aggrega 102 enti: 52 Associazioni, 20 Cooperative sociali, 13 Enti locali, 7 Congregazioni Religiose, 5 Imprese sociali, 4 Fondazioni, 1 Università. Gli enti soci e partner operano in quasi tutte le Regioni italiane e 21 di loro sono attivi anche all'estero. Negli ultimi 10 anni ha realizzato oltre 400 progetti di servizio civile, per un totale di circa 3.500 volontari impiegati di cui più di 400 all'estero. Sono stati invece già 45 i giovani non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia che hanno svolto il Servizio Civile e sono 30 invece, il 13% del totale, quelli che sono attualmente in servizio civile nelle sedi CESC Project.

L'incontro, a partire dall'occasione della ricorrenza di 45 anni dall'approvazione della Legge 772 sull'Obiezione di Coscienza al Servizio militare, ha cercato di coniugare i vari piani di azione dentro cui il CESC Project si muove - Servizio Civile, cooperazione internazionale, progettazione in Italia con le persone più vulnerabili, formazione dei giovani - e di offrire un'occasione di riflessione sulle trasformazioni che, in questi ambiti, hanno attraversato la storia del nostro paese.

Il presidente del CESC Project, Michelangelo Chiurchiù, all'apertura dei lavori ha indicato la legge sull'Obiezione di Coscienza al Servizio militare come "elemento importante della nostra civiltà e della nostra cultura nella quale affonda le radici tanta parte del lavoro di solidarietà e integrazione che ci porta oggi a farci carico di molti ragazzi neet, attraverso il progetto "Sortirne Insieme" finanziato dal Programma Operativo della Regione Lazio Fondo Sociale Europeo Programmazione 2014-2020 Inclusione Sociale e lotta alla povertà, e della sfida di includere tanti giovani rifugiati nei progetti di servizio civile, un'opportunità reale e concreta di integrazione". Ha poi proseguito raccontando l'azione del CESC Project in ambito internazionale e i progetti di Servizio Civile all'estero che quest'anno hanno portato tanti giovani a passare un anno della propria vita in Africa e America latina: "400 progetti di servizio civile, 3.500 volontari impiegati in Italia e all'estero, 75 giovani non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia impiegati in servizio civile nelle sedi CESC Project. Questo è il nostro modo di aiutarli a casa loro e di farci aiutare a casa nostra. Dal 2006 ad oggi 150 giovani hanno svolto Servizio Civile in Tanzania. E sono 1.494 i bambini tanzaniani disabili, presi in carico dai nostri volontari nel centro di riabilitazione di Inuka – Alza la testa".

La parte centrale della mattinata ha visto un confronto tra un giovane rifugiato liberiano residente in Italia che sta svolgendo il Servizio civile con il CESC Project, Freedom Vincent Williams, ed Eraldo Affinati, insegnante e scrittore con una grande esperienza di insegnamento e relazione con i giovani minori non accompagnati presenti nel nostro paese. Freedom ha raccontato la dolorosa storia di fuga dalla sua terra, la lunga permanenza e le discriminazioni subite in Libia dove è stato incarcerato, i tre tentativi di venire in Italia con un barcone, l'arrivo a Lampedusa e la nuova vita che sta costruendo nel nostro paese: "Ringrazio tutti per questa opportunità - ha detto Freedom - penso che sia molto importante per la mia integrazione e credo che il Servizio Civile mi dia la possibilità di dimostrare la mia riconoscenza per quanto l'Italia ha fatto per me: per avermi accolto e ridato una speranza di vita serena". Affinati, che ha raccontato il lavoro che sta realizzando con la scuola di italiano per stranieri Penny Wirton, ha dialogato con lui tentando di riannodare, come fanno gli scrittori, i pezzi di questa vita: "Freedom ci ha raccontato la sua storia nella nostra lingua, che non è la sua. E la lingua non è solo mezzo di comunicazione ma casa del pensiero, luogo in cui esprimiamo le ragioni, la realtà, le emozioni. Il racconto di Freedom ci interroga e ci consegna una sfida, quella della responsabilità della sua vita, il suo racconto ci chiama in causa e ci chiede di essere degli adulti credibili. Questo è il nostro lavoro, un lavoro umano che non possiamo delegare ai politici".

Nell'ultima parte della mattinata Bepi Tonello, volontario in Ecuador negli anni 70 e in seguito direttore del FEPP (Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio), ha fatto una esame attento e minuzioso della figura del volontario, del suo ruolo nella comunità in cui si trova ad agire, dell'effetto che la sua azione deve avere su se stesso e sulle persone con cui lavora: "Tornando in Italia trovo una società arrabbiata e immusonita, un'Italia spenta, e mi chiedo se c'è più bisogno di volontariato qui o in America Latina. Forse c'è ne è bisogno da entrambe le parti. Occorre essere in grado di mettere insieme tutti i saperi delle persone e da lì ripartire per costruire nuove prospettive in una sorta di meticciato che abbia come obiettivo la giustizia e la pace" ha concluso.

In chiusura dell'iniziativa Michelangelo Chiurchiù ha ricordato che il luogo in cui si è svolto l'incontro è lo stesso in cui hanno mosso i propri passi i primi Obiettori di coscienza in servizio grazie alla Legge 772: "In queste stanze dei ragazzi che avevano conosciuto il carcere per mantenere fede e rispetto per le proprie idee hanno iniziato la loro formazione al Servizio civile nella Comunità di Capodarco. Conoscere la storia di queste persone ci aiuta a ricordare da dove veniamo e sapere dove stiamo andando" ha detto.

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Ultima modifica il Lunedì, 18 Dicembre 2017 14:54
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