Continuità, fiducia e futuro nel passaggio di presidenza della nostra associazione il 6 giugno scorso. Pubblichiamo una sintesi del discorso introduttivo di Michelangelo Chiurchiù, storico Presidente dal 2003, che nel corso dell'assemblea - a cui erano presenti 18 soci tra organizzazioni e persone fisiche - ha passato il testimone al nuovo Presidente Fabrizio Ferraro, che con il suo intervento ha poi chiuso i lavori.

Michelangelo Chiurchiù, uno dei pionieri del servizio civile nazionale volontario, già Presidente del CESC Nazionale e quindi protagonista della precedente stagione del servizio civile degli obiettori di coscienza, ha fornito una lezione di stile e apertura al futuro non comune di questi tempi, per la quale tutti: i Soci, il nuovo Comitato Direttivo, il Direttore Rossano Salvatore, e l’attuale Presidente, sono fraternamente grati.

Per sostituire degnamente Michelangelo, che proseguirà il suo lavoro di Presidente dell’associazione Comunità Solidali nel Mondo, c’è stato bisogno di una squadra forte, coraggiosa e competente, che affronterà la nuova fase del Servizio Civile Universale.

Grazie Michelangelo, sappiamo di poter contare su di te sempre.
Il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale è stato affidato a Flavio Siniscalchi. Oggi il Capo Dipartimento è intervenuto in Consulta Nazionale. Il Dirigente, classe 1974, proviene dalla Protezione Civile. CESC Project, facendo le più vive congratulazioni per l'incarico, augura al dott. Siniscalchi un ottimo lavoro, nel campo del Servizio Civile Universale e delle Politiche Giovanili.
Venerdì, 14 Giugno 2019 08:27

No meio de tudo - In mezzo a tutto



Nove meses de inverno e três de inferno
, recita un detto popolare locale. Pare non ci siano vie di mezzo qui nel Trás-os-montes, la regione del nord-est del Portogallo in cui sto svolgendo il mio anno di Servizio Civile presso Palombar, associazione che si occupa di Conservazione della Natura e del Patrimonio Rurale.
Ho salutato la mia famiglia tre mesi fa per trasferirmi in un paesino di circa una quarantina di abitanti (quasi tutti anziani) in questa terra arsa dal sole, fuori dal mondo. Si tratta di Uva, una minuscola aldeia a qualche chilometro dalla cittadina di Vimioso.



Sono nel cuore del Planalto, costellato di praterie rocciose, boschi di leccio e di sughera, distese di arbusti e torrenti che in estate seccano lasciando il letto del fiume a creparsi sotto i raggi solari. La macchia mediterranea nella sua espressione più selvaggia. Nel vicino Parco Internazionale del Rio Douro, il fiume scava profondi canyon fatti di ripide pareti rocciose, regalando paesaggi spettacolari e habitat unici per parecchi animali a rischio di estinzione. È in questo contesto naturale che i miei curiosi occhi hanno vagato senza sosta durante le prime settimane qui.



Dopo le pungenti mattine dei primi mesi, in cui si doveva uscire di casa con la temperatura ancora sotto lo zero, ecco che all'improvviso il sole inizia a battere severamente durante le ore centrali della giornata, costringendoci ad un vestiario sempre molto stratificato e versatile durante le giornate di servizio più lunghe, in cui si opera lontano da casa. Sembra che l'inverno sia ormai ampiamente superato, già viene meno la necessità di accendere quotidianamente la stufa a legna. Ma si tratterà di un'illusione temporanea: il freddo e le gelate ultra tardive si faranno sentire durante buona parte di aprile, in cui praticamente si sperimenteranno tutte le quattro stagioni nello stesso mese (ed a volte nello stesso giorno). A me non importa. Già abbiamo iniziato a sperimentare il caldo e tanto mi basta: d'ora in avanti le giornate non potranno che migliorare ed allungarsi, inoltre saranno inaugurate tutte le attività da me molto attese e che fino a questo momento risultavano inattuabili. Quando l'orario di attività finisce il sole è ancora alto nel cielo: già questo cambia radicalmente la mia attitudine nei confronti della giornata, in quanto riesco a trovare il tempo per qualche giro nei dintorni prima del tramonto, anziché dover tornare subito a casa per preparare la cena ed il necessario per il giorno successivo.



È ormai giunta al termine la stagione buona per la piantumazione dei ginepri, così come la pulizia dei terreni volta alla prevenzione degli incendi: questo era il lavoro più duro svolto nei primi mesi a Palombar, sempre in compagnia di un team composto da due ragazzi poco più grandi di me, nati e cresciuti nel Planalto portoghese, perfettamente inseriti nel contesto rurale che abitano, capaci di una manualità fuori dall'ordinario ed in grado di utilizzare con grande padronanza tutti gli attrezzi che si trovano nel grande magazzino dell'associazione. Mai una volta li ho visti di malumore e riescono addirittura ad essere un antidoto contro le giornate no, nonostante durante i turni effettuati con loro si debba faticare non poco. Un universo di differenza rispetto alla realtà lavorativa veneta a cui purtroppo ero abituato, pregna di stress e malumore che veniva espresso durante tutta la giornata.
Altra iniziativa che ha avuto il via durante il mese di marzo è stata quella di JAT (Junto à Terra): un'attività di sensibilizzazione e di educazione ambientale rivolta ai ragazzi delle scuole superiori, in collaborazione con altre associazioni che insieme a Palombar hanno istituito laboratori interattivi rivolti agli studenti. Una grande occasione per conoscere altri addetti ai lavori, facenti parte di altre realtà, e luoghi incantevoli che costituivano il contesto di questa iniziativa.
Iniziano anche i censimenti della fauna selvatica. Accompagno spesso i responsabili a svolgere il censimento della pernice: imparo ad effettuare i transetti, marcare i punti nel GPS, riconoscere i canti di diverse specie di uccelli. Anche le levatacce più difficili sono ripagate dalle nuove preziose nozioni che sto apprendendo, oltre agli stupendi paesaggi illuminati dall'alba ed alle specie più elusive che a quell'ora si fanno vedere più facilmente.



Di enorme interesse da parte mia è stata anche la somministrazione dei questionari rivolti agli allevatori riguardo alla loro percezione della fauna selvatica, attività in cui ho accompagnato un collega che si occupa di seguire le pubblicazioni scientifiche e le tesi di laurea degli studenti universitari. Sicuramente l'attività più stimolante svolta fino a quel momento, perché oltre ad essere perfettamente inerente ai miei interessi mi ha permesso di interagire con le persone del luogo e di confrontarmi con loro su argomenti particolarmente sensibili, dato che riguardano la protezione della fauna selvatica ed allo stesso tempo il loro modo di guadagnarsi da vivere, in un contesto molto complesso per entrambi questi temi. Le istituzioni, infatti, non sembrano essere particolarmente preoccupate né riguardo alla conservazione, né di fornire i mezzi appropriati agli allevatori ed agli agricoltori per poter svolgere proficuamente il loro lavoro in modo sostenibile. Mi rendo conto tramite le risposte ai questionari che c'è una grande barriera di ignoranza da scavalcare, alimentata da leggende senza fondamento che si tramandano da anni e dall'ottusità tipica del mondo rurale nei confronti dei punti di vista diversi. Ma è proprio questa la sfida ultima che deve fronteggiare l'attività dell'associazione, pertanto torno da questo lavoro per nulla scoraggiato, ma anzi stimolato ed ispirato.
Si fanno più frequenti e più lunghe anche le passeggiate lungo il Rio Angueira, il fiume che scorre di fianco ad Uva. Mi rendo conto che dopo aver rinvenuto e filmato le lontre che abitano il fiume a pochi passi da casa, gran parte del mio tempo libero è stata indirizzata verso l'esplorazione di un tratto di fiume relativamente piccolo, ma che per me ha molto da offrire. Ma proprio a causa di questa abitudinarietà volta al voler conoscere a fondo la zona, dopo tre mesi passati qui realizzo che ancora non ho mai percorso tanti dei sentieri che si diramano dall'aldeia, per quanto piccola: se da una parte questo mi dispiace, dall'altra sono estremamente contento di vivere in una zona che mi riesce ad offrire così tanti stimoli. Questa area ci era stata descritta come un paesino in mezzo al nulla. Per quanto mi riguarda non poteva esistere definizione più erronea: solo agli occhi meno attenti e con una capacità di osservazione nulla può sfuggire tutta la ricchezza che caratterizza questa regione. Se si amano i contesti rurali, più che in mezzo al nulla, semmai si può dire che ci troviamo in mezzo a tutto: no meio de tudo.



Dopo parecchi giorni di tempo incerto e rovesci, nel giorno di Pasqua un sole completamente inaspettato inizia a picchiare sulle bianche case di Uva ed i suoi pombais, le colombaie la cui preservazione sta all'origine della fondazione della mission dell'associazione Palombar. Noi volontari, insieme agli unici tre ragazzi rimasti nell'aldeia oltre a noi, improvvisiamo una caccia al tesoro a squadre per trovare le uova pasquali da noi precedentemente nascoste all'interno del villaggio, per poi servirle come dessert in seguito ad un pranzo collettivo. La sensazione di immobilismo e di mancanza di libertà di movimento data dall'isolamento del villaggio ora sembra annullarsi e ci troviamo a condividere questo momento tutti insieme, mentre i grifoni volano bassi intorno al villaggio, sopra alle nostre teste.
Pasqua con chi vuoi. Per me questo si è sempre tradotto con un pranzo enorme tra parenti nella domenica e festeggiamenti con gli amici durante tutto il lunedì di Pasquetta. Penso ai ragazzi portoghesi che trasferendosi ad Uva hanno praticamente fatto una scelta di vita: quella di condividere occasioni del genere con altri ragazzi, quelli che sarebbero passati di lì attraverso l'associazione. È chiaro quindi che per loro questo detto assume tutt'altro significato. Ed io, con chi vorrei essere? Per quanto mi manchi la mia famiglia, non sento il bisogno vitale di essere con loro proprio in questo giorno, considerando la lunga esperienza che ho scelto di vivere lontano da casa. Dall'altra parte ci sono gli amici che ho lasciato a Vicenza, la mia città. E devo dire che cambiare aria, di tanto in tanto, è positivo. Avvertivo questa sensazione già nel momento della mia partenza a fine gennaio: la volontà di uscire dal contesto della mia città, che per quanto sia relativamente grande, tradisce una natura molto provinciale, in cui tutti conoscono tutti, ed alla lunga instaura un meccanismo quasi opprimente. Spesso le persone con cui mi sono trovato ad uscire non erano quelle con cui condividevo le stesse passioni, gli interessi, ma semplicemente quelle che per una serie di coincidenze si ritrovavano nel mio stesso contesto, instaurando poi la famosa logica della "compagnia", realtà che ho sempre mal sopportato. La voglia di sottrarmi da questo era già molto sentita all'inizio. Mi ritrovo quindi a chiedermi quanto abbia potere il libero arbitrio in questi frangenti: se fuori da Uva la storia sia poi così tanto diversa.
Pasqua con chi vuoi. E davvero, in Italia, è sempre stato così? Inizio a capire la scelta dei miei coetanei portoghesi. Mi chiedo di nuovo con chi vorrei essere in quel momento. Mi rendo conto che sì, se avessi la capacità di tele-trasportarmi in un luogo qualsiasi, tornerei sempre qui, ad Uva, a cercare le uova di Pasqua tra i muri a secco che circondano i pombais. Insieme ai ragazzi che da "semplici colleghi" di servizio civile ora sono diventati compagni di avventure, amici con cui confidarsi e sui quali contare, no meio de tudo.

Roberto Corvino, volontario in Servizio Civile all'estero nel progetto "Le voci del Planalto"




Sono finalmente ai loro posti anche le ragazze ed i ragazzi inseriti nei progetti di Servizio Civile “Patas Arriba” e “Ter bondade é ter coragem”, che dopo la Formazione Generale svolta a Roma hanno raggiunto le rispettive sedi di servizio sudamericane.

In Brasile, ai progetti di educazione e promozione culturale partecipano quest’anno 14 giovani in 5 sedi.

Tre sedi si trovano nella Baixada Fluminense di Rio de Janeiro dove attuano gli enti partner Sociedade Cultural Projeto Luar e Água Doce Serviços Populares, mentre una quarta sede si colloca nella periferia della città di Foz do Iguaçu, stato del Paranà, in partenariato con l’ong Sociedade Civil Nossa Senhora Aparecida.

Ecco i ragazzi al loro arrivo all’aeroporto di Rio e all’aeroporto di Foz.


gruppo aeroporto Rio


gruppo aeroporto Foz



La quinta e nuova sede è invece nell’interno dello stato di Bahia, nel municipio di Feira di Santana, dove il CESC Project opera attraverso l’associazione PACE-Pé de Arte Cultura e Educação.



gruppo Bahia



In Argentina, 4 giovani hanno raggiunto i compagni di servizio nelle sedi di Máximo Paz e Lanús.



gruppo Argentina partenza



Con il gruppo argentino al completo si è organizzata una giornata di Formazione Specifica in loco, ospitati dall’associazione La maquinas de los sueños nella sede di La Plata.



gruppo Argentina formazione a La Plata ridimension


Buon servizio a tutti i 94 volontari e volontarie all’estero con il CESC Project!

Ieri pomeriggio, 13 maggio, presso il Centro Cultural Brasil-Itália (CCBI) dell’Ambasciata del Brasile in Piazza Navona a Roma si è svolto un incontro informativo e di condivisione progettuale relativo al bando “Fermenti”,  lanciato dal Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale, in collaborazione con il Dipartimento per le pari opportunità. Il bando “Fermenti” ha l’obiettivo di favorire e sostenere idee, progetti ed iniziative capaci di attivare i giovani nelle sfide sociali del Paese.

Il bando, che scade il 3 giugno, è rivolto a “gruppi informali”, ovvero gruppi con un minimo di tre ed un massimo di cinque giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni oppure ad “Associazioni temporanee di scopo” (ATS) tra enti del Terzo settore il cui direttivo sia costituito per la maggioranza da giovani tra i 18 e i 35 anni.

Sono intervenuti all’incontro:

Afonso Carbonar - Cônsul Geral do Brasil em Roma e Presidente de Honra do Conselho de Cidadãos de Roma

Immacolata Postiglione - Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale - DPGSCU

Ha risposto alle numerose domande dei tanti giovani partecipanti Lorenzo Marcianò del DPGSCU

Il CESC Project è stato rappresentato da Rossano Salvatore, che recentemente ha ricevuto un premio dal Consolato per l’impegno nel favorire le relazioni di amicizia tra Brasile e Italia.


https://www.fermenti.gov.it/media/1182/consbrasile.jpg

http://cgroma.itamaraty.gov.br/pt-br/News.xml

Incontro Fermenti x WEB

Ieri, 7 maggio, nella Sala Conferenze della Biblioteca Storica del Ministero delle Finanze, Diana Pintus ex operatrice del Servizio Civile in Brasile con il CESC Project, ha presentato il suo libro “Due rimbalzi”. La storia di due adolescenti, fra loro diversissimi, che si incontrano durante le Paralimpiadi di Rio 2016 e in dieci straordinari giorni dentro l'atmosfera dei giochi e la quotidianità di Rio de Janeiro, vedranno nascere una profonda amicizia, costellata di ostacoli, difficoltà e conflitti. per trovare dei punti in comune.

Diana è una sceneggiatrice, blogger e viaggiatrice ha partecipato al progetto “Torno Subito”, della Regione Lazio e, da settembre 2014 a febbraio 2017, ha coordinato il progetto Storie Paralimpiche, raccontando le storie degli atleti disabili in Italia e in America Latina e garantendo la copertura giornalistica delle Paralimpiadi di Rio 2016 per il blog http://storieparalimpiche.altervista.org

All’iniziativa era presente il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Dr. Luca Pancalli che nel suo intervento ha sottolineato come, nel mondo Paralimpico, di straordinario ci sono le storie degli atleti piuttosto che i loro risultati agonistici. E questa chiave di lettura è presente nel lavoro giornalistico di Diana e si trova in filigrana anche nelle vicende del libro.

Pintus economia
Mercoledì, 24 Aprile 2019 12:02

Graduatorie provvisorie progetti CCP 2019

                                 
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Pubblichiamo IN PROGRESS le graduatorie provvisorie dei progetti di servizio civile nei Corpi Civili di Pace.
Le graduatorie, che evidenziano i candidati utilmente selezionati nell’ambito dei posti disponibili in ordine di punteggio decrescente, diventeranno definitive dopo che il Dipartimento avrà provveduto a segnalare al CESC Project con comunicazione specifica l'ufficialità delle stesse e la conseguente data d'inizio del progetto.


TANZANIA - Nyeupe na nyeusi - Il bianco e il nero
ECUADOR - " Camminiamo insieme: percorsi di reinserimento sociale per i rifugiati colombiani vittime di violenza 2018"
ARGENTINA - "Entrar afuera: Salute mentale e diritti umani in Argentina"



 




Venerdì 10 maggio 2019 a Roma, nella nostra sede di Via Lungro, 1 organizziamo un nuovo corso di formazione per Operatori Locali di Progetto di Servizio Civile.
La frequenza completa del corso garantisce un attestato del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale.
 
I corsisti degli enti che aderiscono a CESC Project partecipano gratuitamente.
Per i corsisti di altri enti è previsto un contributo di 40 euro più iva.

Il corso si svolge dalle ore 9.30 alle ore 17.30
Formatore accreditato: Fabrizio Ferraro.

Per informazioni e iscrizioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Venerdì, 12 Aprile 2019 14:00

Elenco candidature pervenute CCP

ELENCO CANDIDATURE PROGETTI CCP 2019 TANZANIA E ECUADOR

Se hai inviato la tua candidatura per il progetto "Nyeupe na Nyeusi" e "Camminiamo insieme: percorsi di reinserimento sociale per i rifugiati colombiani vittime di violenza 2018" entro i termini previsti, verifica se il tuo nome è presente nell'elenco corrispondente al progetto.

Elenco candidature pervenute al 12/4/2019:
Progetto "Nyeupe na nyeusi - Il bianco e il nero", TANZANIA
Progetto "Camminiamo insieme: percorsi di reinserimento sociale per i rifugiati colombiani vittime di violenza 2018, ECUADOR



PER INFORMAZIONI E SEGNALAZIONI CONTATTACI AI SEGUENTI RIFERIMENTI:
Tel. 06.712.80.300 (dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:30)
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Venerdì, 29 Marzo 2019 15:03

Convocazioni selezioni progetti CCP 2019

                                  logo ccp

Iniziamo a pubblicare, IN PROGRESS,
gli appuntamenti per i colloqui di selezione per i progetti di Corpi civili di Pace.

Verifica la data e l'orario cliccando sul progetto:

ITALIA - "Appennino fragile"
ARGENTINA - "Entrar Afuera: diritti umani e salute mentale in Argentina"
TANZANIA - 
Nyeupe na nyeusi - Il bianco e il nero
ECUADOR - "Camminiamo insieme: percorsi di reinserimento sociale per i rifugiati colombiani vittime di violenza 2018"


Verifica se la tua candidatura è pervenuta:
Elenco candidature pervenute al 12/4/2019 progetto "Nyeupe na nyeusi - Il bianco e il nero", TANZANIA
Elenco candidature pervenute al 12/4/2019 progetto "Camminiamo insieme: percorsi di reinserimento sociale per i rifugiati colombiani vittime di violenza 2018, ECUADOR



PER INFORMAZIONI E SEGNALAZIONI CONTATTACI AI SEGUENTI RIFERIMENTI:
Tel. 06.712.80.300 (dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:30)
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 



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