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La storia PDF Stampa E-mail

 

La storia del servizio civile in Italia si intreccia con quella dell'obiezione di coscienza.


La nascita dell'obiezione di coscienza fino all'approvazione della legge 772.


E' stato Pietro Pinna il 1° obiettore di coscienza in Italia.

Dal 1948, a seguito della sua dichiarazione di obiezione, affronta il carcere per ben 2 anni.

Molti altri giovani si dichiarano obiettori - soprattutto Testimoni di Geova - e vengono condannati dai tribunali militari.

Ma è nel 1965 con il processo a don Lorenzo Milani che l'obiezione esce definitivamente dal dibattito di una minoranza per entrare nelle stanze del Parlamento.

Per i giovani obiettori la "Lettera ai giudici" - con cui don Milani si difende dall'accusa di apologia di reato - diventa il primo manifesto sull'obiezione di coscienza: "A dar retta ai teorici dell'obbedienza e a certi tribunali tedeschi, dell'assassinio di sei milioni di ebrei risponderà solo Hitler. Ma Hitler era irresponsabile perché pazzo. Dunque quel delitto non è mai avvenuto perché non ha autore. C'è un modo solo per uscire da questo macabro gioco di parole. Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l'obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l'unico responsabile di tutto.."

Dal Parlamento uscirà una legge - la 772 del 15-12-1972 che per la prima volta in Italia "concede" a chi si dichiara obiettore di non andare in galera.

"Gli obbligati alla leva che dichiarano di essere contrari in ogni circostanza all'uso personale delle armi per imprescindibili motivi di coscienza possono essere ammessi a soddisfare l'obbligo del servizio militare nei modi previsti dalla presente legge.... I giovani ammessi ai benefici della presente legge devono prestare servizio militare non armato o servizio sostitutivo civile, per un tempo superiore di otto mesi alla durata del servizio di leva cui sarebbero tenuti".


La nascita del servizio civile


Ma è Aldo Capitini - un apostolo della non violenza, che ha pagato col carcere la sua opposizione al fascismo a parlare per la prima volta in Italia di servizio civile. La preoccupazione di Capitini, subito dopo la fine della II guerra mondiale - è quella di far maturare le persone alla democrazia e uscire definitivamente dal fascismo.

Tra queste esperienze "nuove" Capitini propone nel 1948 il Servizio Civile, che deve prevedere l'addestramento della popolazione alle tecniche non violente per fare maturare le persone alla democrazia.

In effetti il Servizio Civile viene avviato in Italia negli anni '60 da alcune organizzazioni nazionali (Servizio Civile Internazionale, Movimento Cristiano per la Pace), ma che avevano sedi in tutta Europa.

Le esperienze proposte ai giovani da queste organizzazioni attraverso "campi di lavoro" estivi contribuirono ad avviare e sostenere esperienze innovative nella risposta alla marginalità sociale. Tra questi luoghi dove si svolgevano i campi di lavoro troviamo la Comunità di Capodarco, il Gruppo Abele, Ospedale Psichiatrico di Basaglia ecc.

Sono queste realtà che mano a mano diventano alternative reali alle istituzioni "totali" con cui si emarginavano i disabili, i giovani con disagio sociale, i malati mentali.

Dopo l'approvazione della legge dell'O.d.C. (1972) sono proprio queste realtà che diventano i luoghi dove si svolge il SC dei primi obiettori. Non a caso nel 1974 il primo ente a firmare la convenzione con il Ministero della Difesa fu proprio la Comunità di Capodarco.

Non solo: ma i dibattiti avviati nel mondo degli obiettori toccarono i temi:della riforma dell'assistenza,della partecipazione collettiva alle scelte politiche, delle cause politiche, sociali ed economiche che creano marginalità e sofferenza.

C'è un '68' minore, una cultura della coscienza critica di base, che rielaborò i contenuti e i temi divenuti patrimonio del mondo giovanile e della classe operaia e cercò di ancorarli fortemente a prassi e organizzazioni.

Negli Enti di SC dove sono accolti gli obiettori di coscienza, al momento dell'analisi, della critica anche dura al sistema, si accompagna un forte ancoraggio alla prassi quotidiana, alla vicinanza e alla condivisione con chi vive difficoltà e problemi.

L'esperienza di SC è risultato alla fine un significativo tentativo di ridisegnare il rapporto tra lo Stato e i cittadini.

Il SC infine svolge una funzione pedagogica a livello della popolazione civile per la sperimentazione di spazi di vita, di lavoro, di convivenza, di relazioni nuove e innovative tra persone con culture diverse e portatrici di forti differenze.

Dal versante degli Enti

Gli Enti convenzionati con il Ministero della Difesa per l'accoglienza degli obiettori cominciano a sentire l'esigenza di un coordinamento che rafforzi la loro posizione nei confronti di un organismo che non favorisce sicuramente lo sviluppo delle esperienze basate sulla nonviolenza e l'antimilitarismo.

Il 24 luglio 1982 ci costituisce a Roma il CESC - Coordinamento degli Enti di Servizio Civile .

Esso rappresenta il tentativo di dare visibilità agli enti territoriali e quelli di dimensioni ridotti per far valere le proprie ragioni e riproporre i contenuti innovativi delle proprie esperienze.

Tra i fondatori gli Enti che per primi firmarono la Convenzione con il Ministero della Difesa: il Gavci di P.Cavagna, il Miri di Domenico Sereno Regis, la Comunità di Capodarco di Don Franco Monterubbianesi.

Primo segretario del CESC viene nominato Michelangelo Chiurchiù.


Nello Statuto si enuncia: "Il CESC si impegna inoltre a promuovere l'autenticità dell'obiezione di coscienza ed a qualificare lo svolgimento del servizio civile per contribuire a sviluppare nella convivenza civile la solidarietà, la nonviolenza, la pace. Pertanto il CESC si impegna a svolgere un'azione contro fenomeni di strumentalizzazione sia da parte di enti che da parte degli obiettori".


E' il CESC che nei mesi successivi promuove incontri e tesse la rete con gli altri Enti nazionali (Caritas Italiana, ARCI, ACLI, WWF, Ispettorie salesiane Italia Nostra, Cenasca-CISL) per avviare un Coordinamento.

Da questi incontri nasce la prima Consulta nazionale degli Enti di SC.


E' anche frutto di questa tessitura la prima manifestazione a Roma il 15 aprile 1988 degli obiettori e degli Enti accompagnata da una campagna di denuncia del Ministero della Difesa che ostacola di fatto lo sviluppo dell'obiezione di coscienza e si chiede con forza una nuova legge che riconosca l'obiezione di coscienza come "diritto soggettivo".


Ma è solo il 15 luglio del 1998 che viene approvata la nuova legge sull'obiezione di coscienza in cui, finalmente, viene riconosciuto il diritto soggettivo dell'obiettore.

Nel 1999 viene istituito l'UNSC - Ufficio Nazionale per il Servizio Civile che sarà l'organo che di fatto gestirà d'ora in poi l'esperienza del SC.


Siamo al 2000 quando si approva la legge 331 che di fatto istituisce l'esercito professionale e indica che entro 7 anni sarà sospesa l'obbligatorietà della leva.


Nel 2001 la legge 64 istituirà il Servizio Civile Nazionale volontario.


 

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Oggi: 06-09-2010 18:09
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